De Laurentiis, Napoli non è un paese per bandiere

Tra addii inaspettati e offerte irrinunciabili, in 10 anni molti hanno lasciato in modo "strano"

Negli ultimi 10 anni il Napoli di De Laurentiis ha dovuto salutare molti giocatori che, per i motivi più disparati, sono andati via, lasciando sempre un po’ di amaro in bocca. Spesso la società è stata poco chiara nella comunicazione delle decisioni, ma analizziamo le situazioni: Insigne è quello che, forse, ha salutato meglio di tutti, con un discorso e un giro di campo finale nell’ultima al Maradona contro il Genoa; destino opposto per Paolo Cannavaro e Hamsik, salutati all’improvviso, in modo quasi inaspettato e senza nemmeno un giusto tributo. Cavani e Lavezzi sono quasi due capitoli a parte, perché i soldi del PSG facevano comodo a tutti ed era necessario iniziare un nuovo ciclo; l’ultimo ad aggiungersi alla lista potrebbe essere Dries Mertens, che dal ritiro del Belgio rilascia dichiarazioni che sanno di addio. Il belga ha 35 anni e forse pretese economiche eccessive, ma è indubbio che ha dato tanto alla causa e il legame con la città di Napoli è stato sugellato dal nome Ciro dato al figlio, per cui meriterebbe un addio migliore. Bisogna anche considerare che i cicli finiscono e forse quello degli ultimi superstiti del Napoli di Sarri è stato rimandato troppo a lungo, per questo potrebbe essere più doloroso ma necessario. Non è un paese per bandiere? Difficile trovarne uno nel calcio di oggi.

Fonte: Il Mattino

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