Il napoletano Di Martino (Dir. Hertha Berlino): “Gli allenamenti? Gruppi da 8 e doccia a casa”

L’Hertha Berlino ha anche un cuore italiano, anzi sorrentino. Nello Di Martino è da 49 anni in questa squadra. «Primo italiano a trasferirmi in Germania nel ‘71», dice con orgoglio il 68enne ex portiere originario di Vico Equense, team leader del club che ha ripreso ad allenarsi lunedì scorso.

«La Bundesliga potrebbe ripartire il 2 o il 9maggio, aspettiamo indicazioni dalla riunione di martedì», dice il dirigente dell’Hertha, che lunedì ritroverà Bruno Labbadia, l’ex attaccante italo-tedesco scelto come nuovo allenatore.

«Quando alla dirigenza c’erano Juliano e Grillo, stavo per portarlo a Napoli».

Di Martino, come si allena una squadra ai tempi del Coronavirus, tanto per far capire cosa aspetta i calciatori italiani? «I nostri giocatori sono stati suddivisi in tre gruppi da otto, esclusi i quattro portieri che lavorano con il loro preparatore. Ognuno arriva al campo con la propria auto, si cambiano negli spogliatoi, quando un gruppo conclude l’ora di allenamento va in campo l’altro: non c’è possibilità di incrociarsi, anche perché tutti fanno la doccia a casa e il ristorante è stato chiuso. Per tutti i componenti dell’Hertha è risultato negativo il primo tampone inmarzo e ci prepariamo per il secondo, perché lunedì dovrebbe cominciare la fase-2».

Quale? «Per ora il lavoro in campo è senza contatti, imedici dovranno dire allo staff tecnico se è possibile cominciare con i contrasti e procedere al primo vero allenamento in gruppo. Dipende dal Coronavirus, dalla sua evoluzione: è come se avesse il telecomando in questa situazione che, per fortuna, non ha in Germania i toni drammatici dell’Italia. È una sofferenza ascoltare tutti i giorni i racconti dimia sorella da Vico Equense».

I giocatori come vivono questa esperienza? «Serenamente, li vedo allegri, anche chi è arrivato da poco qui come Piatek, che abbiamo preso dalMilan a gennaio: l’altro giornomi raccontava soddisfatto di aver completato l’arredamento nella nuova casa, insomma si prova ad avere un comportamento normale. Siamo tutti consapevoli del momento ma si guarda al futuro con fiducia. E ovviamente con la massima cautela».

Si è chiesto come si potrà riprendere a giocare? «Intanto, aspettiamo le decisioni della Lega sulla data di inizio. Sappiamo che le partite saranno tutte a porte chiuse e che ogni squadra dovrà avere al massimo 18 giocatori, come nelle gare europee. Ridotto anche il numero di tecnici e accompagnatori e i raccattapalle non dovranno essere più di 4. Il problema saranno le trasferte, cioè i contatti negli alberghi, negli aeroporti e negli aerei: come si fa, si disinfetta a ogni passaggio? L’Hertha ha comunque un aereo privato da 33 posti».

Il problema saranno le partite da giocare, ancora 11 sono i turni in Bundesliga. «Se si riparte a inizio maggio, si può terminare a fine giugno, con una sola gara infrasettimanale. Niente a che vedere con quello che accadde nel ‘78, quando vi fu una lunga interruzione per il freddo. Al rientro dal ritiro a Sorrento, noi dell’Hertha giocammo quattro partite a settimana: sabato, martedì, giovedì e sabato. E reggemmo». Fonte: Il Mattino

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