Bianchi sui tifosi di Bergamo: “Io applaudito? Sì ma dai napoletani…”

Un fiume in piena, Ottavio Bianchi lombardo di quelli tosti: 75 anni compiuti il 6 ottobre, memoria di elefante, cuore sempre in tumulto, saggio e pratico come sempre. Ne parla a Il Mattinoi
Come giudica la presa di posizione di Ancelotti?
«Ha ragione. È arrivata l’ora di smetterla. Cori ironici? Ma chi ride di certe canzoni? Detesto gli insulti, tutto ciò che può sembrare di matrice razzista o offensiva non dovrebbe sentirsi negli stadi. Io certi tifosi non li capisco, non li ho mai capiti. E anche io, devo ammetterlo, non mi sono mai sforzato di capirli: a ogni contratto che firmavo chiedevo di non aver rapporti con loro, non volevo prendere parte a incontri o inaugurazioni o altro. E infatti, solo i napoletani mi hanno sempre applaudito».
Neppure a Bergamo l’applaudono?
«Macché. Vincemmo un campionato in serie C e l’anno dopo conquistammo in serie B un onorevole ottavo posto. Con l’allora presidente Bortolotti eravamo lì a discutere del rinnovo e ci trovammo con un corteo di ultrà che chiedevano a gran voce di mandarmi via. La mia colpa? Non aver alcun genere di rapporto con loro. Certi tecnici hanno costruito le proprie fortune coccolando le tifoserie. Io mai». 

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