Il calo – Il Napoli del primo tempo è a -4 dall’Inter

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“Se le 27 partite di Serie A già giocate fin qui si fossero concluse all’intervallo, il Napoli di Antonio Conte sarebbe ancora attaccato all’Inter, alla corsa scudetto, alla speranza di vincere di nuovo il titolo”, lo scrive Il Mattino, ovviamente basandosi su numeri e fatti. E prova ad analizzare. Cosa c’è alla base? Sicuramente il fattore fisico fa la differenza. Un Napoli stanco, sfibrato, fatto a pezzi dagli infortuni in questi mesi. Sembra quasi ovvio pensare a una squadra calante alla distanza. […] C’è qualcosa di più, qualcosa che va oltre: troppo spesso l’involuzione s’è avvertita prima e dopo l’intervallo, troppo spesso le squadre avversarie hanno preso il sopravvento nella ripresa. Il Napoli cala quasi sempre dopo l’ora di gioco e gli episodi lo hanno confermato. Questione anche di ricambi: non avendo troppi calciatori a disposizione, i cambi di Conte nell’ultimo periodo (che non è poi così ultimo vista l’emergenza che va ormai avanti da mesi soprattutto in alcune zone di campo) sono pochi e arrivano molto in ritardo. Ben vengano, in questo senso, i tanti rientri delle ultime settimane: da Spinazzola a Politano fino ai più attesi Anguissa, McTominay, De Bruyne soprattutto. Così, mentre il Milan costruisce nella ripresa il suo secondo posto, mentre Roma, Juventus e Atalanta sono coerenti tra le due metà di gara, gli azzurri sentono tutte le difficoltà nel caso. Prima dell’intervallo sono secondi in classifica a -4 dall’Inter. Dopo l’intervallo Buongiorno e compagni sono appena nella Top 10 italiana e a -22 dall’Inter. Una distanza inaccettabile.”

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