Insigne: “A Napoli si aspettavano sempre di più, le mie energie mentali erano finite”
L’ex azzurro Lorenzo Insigne ha concesso una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, spaziando tra temi come la Nazionale, la sua attuale esperienza a Pescara, quella recente a Toronto e quella passata a Napoli. Di seguito un estratto delle sue parole:
A Pescara, come a Napoli, apre la finestra a vede il mare. A Toronto per diversi mesi ha visto la neve.
“Ma come esperienza di vita è stato fantastica. Siamo tornati e ai miei figli sono mancati tanto gli amici e la scuola di Toronto”.
Detto col senno di poi: in Canada ha guadagnato tantissimo, ma ne è valsa la pena?
“Professionalmente no, mi aspettavo un calcio diverso: ho avuto qualche problema fisico e non hanno conosciuto il vero Insigne. Non siamo stati bravi a creare una squadra competitiva e le colpe ovviamente sono ricadute su di me che ero il più pagato. Ma chiunque avrebbe fatto la stessa scelta”.
Avrebbe potuto rinnovare col Napoli, rincorrere lo scudetto (vinto l’anno dopo) e restare in Nazionale.
“Eh sì, ho perso tanto. Però a Napoli e in Nazionale qualche soddisfazione me la sono tolta… Quando sono andato a Toronto la prima chiamata l’ho fatta a Mancini, e mi ha detto che se fossimo andati al Mondiale avrei fatto parte del gruppo. A Napoli invece i tifosi si aspettavano sempre di più, le mie energie mentali erano finite”.
Rimpiange di più lo scudetto non vinto a Napoli o aver perso due volte il Mondiale?
“Lo scudetto l’ho festeggiato in Canada. Mi dispiace non averlo vinto l’anno dei 91 punti con Sarri, quello sì. Di sicuro non sono invidioso: la mia vittoria è stata giocare 12 anni nel Napoli e fare il capitano”.
