A MENTE FREDDA (RUBRICA)- Tutte le curiosità su Napoli-Verona

Approfondimento su Napoli-Verona

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Il Napoli nel prossimo turno sarà impegnato nel posticipo di domenica sera allo stadio “San Siro” contro il Milan.

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Si è giocata ieri alle 15 allo stadio “Diego Armando Maradona” la gara Napoli-Verona, valida per la quarta giornata del girone di ritorno del campionato di Serie A. Un match in cui i ragazzi di Walter Mazzarri avevano soltanto da perdere e che non dovevano assolutamente sbagliare per rimanere agganciato al treno della “Champions“. La vittoria del Napoli è arrivata nuovamente con tanta sofferenza e nel finale.

Ecco, di seguito, i principali spunti del match:

  • La zona Mazzarri: nella prima fase del suo ritorno a Napoli Mazzarri aveva subito diverse reti negli ultimi minuti di gioco, palesando una condizione fisica del gruppo davvero precaria. Ed è vero che il tecnico toscano abbia lavorato sodo in sinergia col preparatore atletico Pondrelli affinché si recuperasse al più presto una buona forma. Le vittorie in extremis contro Cagliari e in rimonta contro Salernitana e ieri Verona negli ultimi minuti, abbinate alla doppietta di Zerbin nel finale contro la Fiorentina in Supercoppa ci restituiscono una certezza. Con oltre dieci anni di ritardo e’ tornata a Napoli la “Zona Mazzarri”.

 

  • Il modulo di partenza: chiariamo subito un aspetto. Il tecnico del Napoli e’ Mazzarri e fino a prova a contraria sarà lui a decidere cosa fare. Però siamo qui a parlare di tattica e allora proviamo a fare un ragionamento. La squadra in emergenza è stata schierata con diversi moduli, a seconda dell’ avversario e dei calciatori disponibili. A mio avviso questo Napoli ha la qualità e la forza per giocare col 4-2-3-1 perché, avendo centrocampisti solo quantitativi, necessita di un trequartista in grado di dare lucidità alla manovra. Tranne in caso di necessità ( ad esempio per proteggere un risultato) e’ complesso pensare di  schierare nella zona nevralgica del campo il trio LobotkaAnguissaCajuste. A meno che non ritorni in salute il caro vecchio Osimhen

 

  • La nuova linfa: a un certo punto di Napoli-Verona, quando gli ospiti sono passati in vantaggio, si è rischiato di chiudere la stagione con più di tre mesi di anticipo. E invece due innesti su tutti, Mazzocchi e Ngonge, hanno cambiato il corso del match. Il jolly napoletano ha iniziato a spingere e accompagnare Kvaraskhelia sulla sinistra (a proposito a mio avviso si critica troppo il georgiano autore di un gol bellissimo). Il belga invece ha spaccato il match in due, siglando la rete del pareggio e dimostrandosi un calciatore che potrebbe infiammare il “Maradona”. Forse è il caso di far tirare il fiato un pochino ai due assistiti di Giuffredi, entrambi freschi di un rinnovo che a Napoli in questo periodo sembrano davvero merce rara. Il buon Politano (forse il migliore in assoluto nel girone d’andata) e il sempre troppo nervoso Mario Rui (anche lui per la verità costretto a un tour de force non trascurabile).

 

  • Dalle scuse all’attacco: è passato poco più di un mese da quando, post Napoli-Monza, Aurelio De Laurentiis si era presentato in sala stampa per ammettere tutte le sue colpe estive (siamo al 5 di febbraio e l’emorragia di errori non sembra placarsi affatto). Una conferenza durante la quale aveva promesso colpi ad effetto e riparazione ai tanti (troppi) errori di luglio e agosto e invece da quel 29 dicembre deve essere cambiato qualcosa. Chiariamoci, acquisti ne sono arrivati  e alcuni molto importanti soprattutto per il futuro (Mazzocchi e Ngonge), ma non proprio tutto quello che serviva (avevamo davvero bisogno di un altro centrocampista come Dendoncker da zero gol a campionato ed escluso dalle liste Champions?). Ciò che infastidisce me, che notoriamente non sono nè guelfo nè ghibellino, è ascoltare il presidente ringhiare e attaccare la stampa sciorinando statistiche  sulla posizione in campo di Lindstrom. E il D.S. in quel momento dov’era? Davvero ci accontentiamo di sentirlo ad ogni prepartita raccontarci che siamo una grande squadra e va tutto bene? Accettiamo tutto (un pò meno l’annullamento delle conferenze stampa fino a fine stagione), ma mai che QUALCUNO PRENDA IN GIRO IL POPOLO PARTENOPEO!

Articolo a cura di Marco Lepore

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