Prof. Sica, esperto diritto sportivo: “Caso Spalletti? A mio avviso non ci sarebbe concorrenza con la Nazionale”

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Il professore Rino Sica (ordinario di diritto privato presso l’Università di Salerno ed esperto di diritto sportivo), ha parlato a Il Mattino in una lunga intervista nella quale analizza il caso Spalletti.

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Nel caso specifico, il nodo è un patto di concorrenza o il blocco dell’attività lavorativa in generale?
«Premesso che qualunque tipo di considerazione andrebbe fatta dopo la lettura del testo della clausola, il problema è che se si configura come patto di non concorrenza c’è da chiedersi se la Nazionale sia o meno in concorrenza con un club».
Lo è?
«A mio avviso non ci sarebbe concorrenza con la Nazionale. D’altra parte, la storia ci ricorda alcuni episodi di allenatori che guidavano un club e contemporaneamente erano anche alla guida degli azzurri, uno su tutti Herrera».
C’è anche l’altra ipotesi del blocco dell’attività lavorativa.
«In quel caso avrebbe ragione il Napoli. Però sull’argomento avanzerei più di una perplessità sulla validità di una simile clausola».
In che senso?
«Perché mentre il patto di non concorrenza tutela un interesse patrimoniale della società in cui lavorava il dipendente, viceversa un accordo che obblighi una persona a non lavorare potrebbe porsi in contrasto con la legge del 1981 e successive modifiche sul lavoro sportivo».
De Laurentiis chiede rispetto delle regole e rifiuta le “deroghe”?
«Qui il tema più che giuridico è politico. Come riflessione non tecnica l’auspicio è che si trovi una soluzione di buon senso nell’interesse di tutti: del Napoli e della Nazionale».
Il patron del Napoli ne fa una questione di principio e non di “vil denaro”. È d’accordo?
«Il tema è sulla portata e sull’efficacia della clausola in questione».
Come andrà a finire?
«Auspico che trovino una transazione secondo buon senso anche se mi rendo conto che le parti realmente in conflitto sono Spalletti ed il Napoli ed è da loro che ci si deve attendere, e auspicare, una soluzione di equilibrio».
In che modo?
«Dovrebbe essere lo stesso Spalletti – di concerto con il Napoli – a trovare una soluzione magari con una monetizzazione parziale, ma mi rendo anche conto che è un’ipotesi peregrina dopo che De Laurentiis, giustamente dal suo punto di vista, sostiene che non è una questione di denaro ma di principio».
Teme una coda giudiziaria dunque?
«Immagino un potenziale giudizio tra Spalletti e il Napoli, ma se il club ritiene che con la propria condotta la Figc abbia concorso alla violazione del patto, nello stesso giudizio si potrebbe trovare coinvolta anche la Federazione».
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