Lobotka, il pivot che va protetto come un quarterback

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La qualità azzurra passa per i piedi di Lobotka, una sorta di intoccabile. Luciano Spalletti gli ha affidato il ruolo di pivot davanti alla difesa. Una scelta che ha accentuato la sensazione di un sempre più convinto 4-3-3. Anguissa, Zielinski e Fabian (per il momento loro) che si alternano ai lati del regista, punto fermo di ogni cosa. Gli avversari che, si butteranno a pressare Lobotka, vedranno doppio: non solo Lobo che ha il compito di fare il play. Perché a questo compito verranno chiamati anche gli altri della linea mediana e in posizione arretrata ci saranno anche Kim e Rrahmani che dovranno impostare e coprire le spalle. Lobotka è al centro di tutto, ma va protetto, come si fa nel football americano con il quarterback, forse per questo meglio quando c’è uno muscolare come Anguissa. Gli azzurri attaccheranno con terzini aggressivi e con Osimhen che suggerirà la profondità e raccoglierà cross. E poi ci saranno le incursioni di Kvara e Lozano, gente dalla gamba sveglia. Una squadra di qualità, ma anche di grande corsa che dovrebbe offrire, grazie alla regia di Lobotka, pochi riferimenti alle difese avversarie.
Il Mattino
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