U. Calcagno alla prima assemblea AIC: “Vogliamo aumentare i giocatori provenienti dai settori giovanili”

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CALCAGNO all’AIC – La prima assemblea dell’Associazione Italiana Calciatori in presenza, con la pandemia alle spalle, è anche quella che riannoda il filo del discorso riguardo un’Italia privata del Mondiale. C’è il movimento femminile in forte espansione, nel calcio, con vista sull’ingresso tra i professionisti; ma anche idee piuttosto chiare riguardo la valorizzazione dei giovani. «Stiamo lavorando affinché, da quattro diventino almeno dodici-tredici i giocatori provenienti dal settore giovanile da inserire nelle liste», ha spiegato il presidente Umberto Calcagno dopo l’incontro di ieri pomeriggio a Milano.

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«Perlomeno quello dei cresciuti in Italia, per allinearci alle normative europee e a quello che per esempio accade in Spagna. Dopo l’esclusione dal Mondiale in Russia, avevamo notato una sensibilità maggiore da parte delle nostre società, ma il passo indietro è poi stato puntuale. Penso che ci debbano essere dei riconoscimenti per i club che promuovono i giovani; a noi piacerebbe che una parte delle risorse venisse spostata sulla carriera di questi giocatori. La serie B è arrivata al 30% di minutaggio degli stranieri, la A raggiunge addirittura il 60 %: squadre come l’Udinese e il Bologna, in questa parte di campionato stanno rinunciando a impiegare giocatori selezionabili. Abbiamo una norma che discrimina in maniera spaventosa chi lavora qui da oltre due anni».
È saltato all’occhio anche l’immobilismo sparso sul tema delle seconde squadre. «Nessuno ha seguito il modello della Juventus», ha osservato ancora Calcagno. «Oggi su questo c’è più condivisione rispetto al passato, ma dubito che qualcuno possa unirsi. Anche perché nessuno ci ha chiesto approfondimenti per la prossima stagione. Il discorso è stato preso in esame nel momento di commissarriamento della Federazione, ma negli anni successivi non lo si è mai sviluppato per davvero».

 

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Fonte: A. Ancora – CdS

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