È subito Napolimania «Spalletti uno tsunami»

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La festa è solo all’inizio. Ma quelle immagini dello stadio Maradona al fischio finale di Napoli-Cagliari rappresentano un inevitabile tuffo nel passato. Gli azzurri non sono solo i leader solitari della classifica di serie A a punteggio pieno dopo le prime 6 giornate di campionato, ma rappresentano nuovamente il punto di riferimento di un’intera città. Ecco cosa era mancato in questi anni: il collante. Quell’unione – quasi fusione – tra un popolo e una squadra. Per ritrovare qualcosa di simile bisogna andare indietro alla stagione 2017-18, quel terzo e ultimo magico anno di Maurizio Sarri alla guida del Napoli. L’anno del gol di Koulibaly allo Stadium contro la Juventus, di Orsato, di Inter-Juve e dell’hotel di Firenze. Dei 91 punti e dello scudetto sognato, ma mai conquistato. Oggi come all’epoca, infatti, si torna a cantare «Un giorno all’improvviso» e «Sarò con te», esattamente le colonne sonore che in quella indimenticabile stagione accompagnarono gli azzurri dall’inizio alla fine. Il tutto avviene all’indomani di quella che forse rappresenta una delle più cocenti delusioni della storia del calcio a Napoli: il pareggio con il Verona dello scorso 23 maggio, il pareggio che di fatto ha escluso gli azzurri dalla corsa per un posto in Champions League. Sembrava cosa fatta. Sarebbe bastata una vittoria casalinga contro una squadra che non aveva più nulla da chiedere al campionato, ma il Napoli ha fallito l’appuntamento. Da quel giorno, e fino a qualche settimana fa, la squadra e la città hanno convissuto da separati in casa. Fonte: B. Majorano (Il Mattino)
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