L’ex azzurro Behrami racconta i suoi giorni da “positivo”

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La Serie A fa i conti con il coronavirus e conta i suoi positivi. Il Genoa è sicuramente la squadra che, fino ad ora, ha pagato il dazio maggiore alla situazione epidemiologica che imperversa nel mondo. Valon Behrami, centrocampista della squadra ligure ed ex azzurro, ha raccontato ai microfoni di Sky Sport il momento vissuto ed i giorni difficili, quelli in cui non sei un calciatore, ma un uomo malato che ha paura.

“E’ un virus che ha contagiato milioni di persone, ci sono stati più di 36 mila morti in Italia, quindi parliamo di qualcosa che non può farti sentire in colpa. Facciamo una vita che ci espone a contatti con altra gente. Viaggiamo, e qui sono arrivati 15 nuovi giocatori che per esempio stavano cercando casa, visitavano appartamenti, vivevano in hotel e incontravano persone per inserirsi in una nuova realtà. Facciamo una vita particolare. Siamo esposti come tante altre persone ad avere contatti e questo non ti può far sentire in colpa.

Sono stati giorni difficili, poi è diventato un fatto mentale e sono contento di essere uscito di casa per tornare a lavorare. Fisicamente sono abituato a riprendere dopo uno stop, il mio fisico ormai ha automatismi per recuperare da un infortunio di 2-3 settimane. E vale anche adesso. Il fattore mentale invece è qualcosa che conoscevo meno, qualcosa di più profondo. Esiste la paura. Paura di non stare bene, di contagiare i propri familiari. Da lì in poi l’aspetto del calcio passa in secondo piano, perché non sei un calciatore malato, ma un uomo malato. Sono questioni un po’ più fragili e al di là di come si è vissuta è stata un’esperienza complicata per tutti.

Ora serve la sensibilità per capire che uno di noi ha vissuto questa esperienza in modo più complicato, altri magari in modo più leggero e quelli che hanno la forza e la voglia di aiutare un proprio compagno devono venir fuori in questo momento. Siamo allenati da un allenatore molto preparato, che ci sta aiutando ad amalgamarci. Servirà solo un po’ di tempo in più. A Verona serve la prestazione, dobbiamo aiutarci l’uno con l’altro. Non saremo al 100% e devono uscire fuori i leader. Dobbiamo dare una prova di maturità e dimostrare di essere gruppo. E’ nelle difficoltà che viene fuori il carattere”.

dichiarazioni da sigonfialarete.com

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