Il CdS alla scoperta del Napoli 2020/21

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Dalla lotta per il titolo  alla volata per un posto  in Champions League: tutti i segreti  della stagione 2020-21

Per la Champions si fanno i nomi di cinque squadre: Juventus, Inter, Atalanta, Lazio e Milan. Il Napoli fatica a entrare in questo gruppo. Perché?  «Per il rendimento del campionato scorso. In realtà anche Gattuso può e deve lottare per un posto in Champions».

Ma chi farà giocare come titolare al centro dell’attacco, Osimhen o Mertens?  «Il valore assoluto di Mertens è scritto nella storia, quello del nigeriano semplicemente, per ora, nel bilancio. In vantaggio, chiaramente, c’è Mertens, con il peso dei suoi gol e la capacità di legarsi alla squadra. Le amichevoli hanno suggerito a Gattuso di continuare con il 4-3-3, è quello il modulo che il Napoli ha nelle corde».

Meret-Ospina rimane ancora un duello?  «Il sospetto che ci si avvicini ad una stagione da vivere sospesi sulla linea bianca di porta di casa-Napoli è concreto. Gerarchie non ancora scolpite nel campo, con Ospina che sembra (sembra) in lievissimo vantaggio per la capacità di palleggiare. Ma poi, in genere, per parare ci vogliono le mani e Meret, 25 milioni spesi due anni fa, le sa usare, anche se nelle uscite…».

Può essere l’anno di Lorenzo Insigne?  «E’ diventato sempre più leader, senza però riuscire ancora ad esserlo completamente. Però la presenza di Insigne, non solo tecnicamente, nel Napoli si avverte maggiormente. A ventinove anni non è ancora troppo tardi per lasciare un’impronta, rischia però di diventarlo. A Insigne il Napoli chiede, ora, di essere decisivo».

Ma cosa manca alla squadra?  «In questo momento, dunque con Koulibaly in squadra, le perplessità sono due: la prima è a centrocampo, dove sembra si avverta l’assenza di un regista verticale, qualcuno che come Jorginho sappia trovare gli angoli di passaggio più stretti, senza limitarsi al giro-palla; e poi, sette anni di Callejon, dei suoi movimenti, dei suoi tagli, dei suoi assist, dei suoi gol, inducono a temere che quel vuoto resti per un po’ incolmabile, a meno che Politano non si esalti».

Ecco, non si avvertirà troppo l’assenza di un giocatore come Callejon?  «Il Napoli spera di no, ma mancherà, eccome se mancherà».  

In cosa è cambiato il Napoli?  «Un anno fa, quando il campionato stava cominciando, sognava di essere l’antagonista principale della Juventus. Oggi è consapevole di dover inseguire un posto tra le prime quattro, perché ormai dalla Champions e da quei soldi non si prescinde. Se resta Koulibaly, con l’ultimo Maksimovic e con Di Lorenzo che ha un campionato in più alle spalle, la difesa è migliorata. In mezzo, Zielinski, Fabian Ruiz ed Elmas restano entusiasmanti incantatori e davanti, beh, niente male, si direbbe. Ma c’è un dato extra calcistico: stavolta, a differenza di un anno fa, non dovrebbero esserci ammutinamenti e spaccature tra società e squadra. E l’armonia ritrovata può aggiungere punti».  

A cura di A. Giordano per il Napoli (CdS)

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