Spadafora: “Allenamenti il 18 maggio? Se dovesse emergere un positivo…”

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Passo avanti ma dopo gli avvertimenti del Cts la strada per Figc e società sembra tutt’altro che in discesa

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Ci sono tre nodi decisivi che pesano sulla ripresa: la chiamano apertura un positivo e ci si ferma. Sì condizionato agli allenamenti con le modifiche al protocollo. Con un caso, club in quarantena. Un passo in avanti c’è stato, ma, dopo le raccomandazioni del Cts, riprendere gli allenamenti di gruppo il 18 maggio per le società non sarà privo di problematiche e di rischi. Per non parlare del campionato sul quale il Comitato tecnico-scientifico ha grandi perplessità ma non si è espresso perché stavolta il tema del contendere non era la ripartenza della A.

Ma il via alle sedute delle squadre. Ieri mattina alcuni dei 20 membri del Cts erano incerti sull’opportunità di dare il loro ok. Ma alla fine, siccome i segnali che arrivano soprattutto da Germania e Inghilterra vanno verso la ripresa dei campionati. Anche gli scienziati e i virologi di casa nostra hanno optato per una sorta di sì condizionato. A patto che il protocollo della Figc sia integrato con le loro osservazioni. Tre fondamentalmente e tra poco le spiegheremo.

Intendiamoci, il via libera definitivo dovrà darlo Spadafora, ma il suo sì, in caso di modifiche al “vademecum” della Federcalcio, è scontato come l’ok agli allenamenti di squadra da parte del governo. Di certo però la strada non è in discesa e a confermarlo sono state le parole al Tg1 del ministro dello sport: «Se la Figc recepirà nel protocollo tutte le indicazioni del Comitato tecnico scientifico, gli allenamenti potranno riprendere il prossimo 18 maggio. Se dovesse emergere un positivo, la squadra e lo staff resteranno in quarantena, senza contatti esterni. Oppure saranno i medici sociali ad assumersi tutte le responsabilità dell’attuazione del protocollo. E’ inoltre necessario che i test molecolari per i calciatori non siano fatti a discapito degli altri cittadini. Dalle indicazioni del Cts emerge che la linea della prudenza da noi adottata sia quella giusta. Per sapere se il campionato potrà riprendere bisognerà aspettare almeno un’altra settimana e vedere come procederà la curva dei contagi». Fonte: CdS

 

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