Del Neri:”Ciò che ho fatto col Chievo difficile da ripetersi, stessa cosa vale per Sarri”

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Queste le parole di Gigi Del Neri, ex tecnico di Chievo e Juventus, sulla sua favola a Verona e dei moduli di gioco utilizzati dagli allenatori:

“Il 4-4-2 è diventato caro anche ad altri allenatori, come Ancelotti. Il Napoli ha più palleggiatori, il mio Chievo aveva Corradi e Marazzina. Si tratta di scelte, la punta alta di peso dà un’ulteriore soluzione di gioco perché non sempre si può uscire palla al piede. Quindi la palla profonda per la punta alta può aiutare. Corini era il nostro fulcro mentre Perrotta era il nostro guastatore per così dire, avevano tanta qualità. Ma a fare la differenza era la difesa: molto coesa, c’era sintonia. La grande vittoria di quel periodo fu la fase difensiva. Esperienza in Portogallo? Le idee portate da un allenatore in una squadra campione d’Europa non era facile. Forse non ho insistito nemmeno io. Non per niente quell’anno il Porto cambiò 4-5 allenatori. Alla Juve è stato diverso, ho perso dei giocatori importanti come Quagliarella, Iaquinta e De Ceglie. Saremmo potuti arrivare terzi o quarti, ma non dovevamo arrivare settimi. C’erano giocatori di qualità e fu un’esperienza importante. Si porta sempre avanti quell’idea di una squadra vincente, che tenga alto il nome. Non è facile per Sarri ripetersi, ciò che feci al Chievo l’ho ripetuto in parte alla Sampdoria ma non si potè rifare tutto. Poi quando si hanno dei campioni il discorso cambia, Maurizio cercherà otterrà il massimo da ogni elemento e sono sicuro che ce la farà perché ha una grande cultura calcistica. Tra le piazze più calde che ho seguito c’è sicuramente anche Nocera, c’era una partecipazione notevole dell’ambiente. Sono stati campionati che mi hanno insegnato molto a resistere in piazze così. Pronostico per Juve-Verona? Penso che la Juve vinca, massimo rispetto per il Verona ma i bianconeri non possono fallire”.

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