E’ dalla panchina azzurra che arriva l’unica sufficienza in attacco

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Così il Mattino vota l’attacco del Napoli

5,5 INSIGNE
Si abbassa spesso per cercare di cucire i reparti. La prima da capitano è dai due volti: nel primo tempo il suo è un fuoco fatuo, un fiammifero, non un falò ed è grave anche l’errore in area. Poi cresce un po’ quando entra Milik che gli crea un po’ di spazi in più. Siamo a Firenze ma non è ancora vero e proprio Rinascimento per lui 

4,5 MERTENS
Non c’è. È cotto come un uovo, molle come una mozzarella. Più delle altre volte. I suoi errori sotto-porta sono orribili, perché sono praticamente gol fatti mandati al vento. È ormai un Re Mida al contrario, altro che oro. Non è questione di posizione: davanti la porta se sei attaccante certi errori non li può fare. E basta. 

6 MILIK
È l’attaccante più in forma, lo si vede anche dal modo con cui calcia. Sente la porta, anche quando non la vede, dà profondità e con la sua mole consente a chi gli gira attorno di avere più spazi. Pezzella sbanda e ha difficoltà nel controllarlo e spesso va in confusione. Il bolide a tempo quasi scaduto meritava miglior sorte.

5,5 VERDI
Prende in tutto e per tutto il posto di Insigne. Parte bene come gli capita spesso ma poi minuto dopo minuto tende a eclissarsi e perde molto dell’impeto che sembra avere. In ogni caso contribuisce all’assalto finale degli azzurri che hanno il merito di non far uscire quasi mai dall’area i viola. Ha bisogno di maggiore continuità

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