ESCLUSIVA- Pasquale Scielzo:” Giocare al San Paolo dinanzi a 50 mila spettatori contro la Juve fu fantastico. A Portici per fare bene e poter indossare un giorno la maglia azzurra del Napoli.”

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In esclusiva per i suoi lettori ilnapolionline.com intervista Pasquale Scielzo ex attaccante esterno del Napoli primavera ora al Portici squadra che milita in eccellenza. Pasquale ci parla del suo obbiettivo, dei ricordi di Napoli e della sua attuale squadra.

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Cosa ricordi della tua esperienza nel Napoli primavera? “Giocare nel Napoli è stato meraviglioso, un esperienza fantastica che auguro a tutti. Ho vissuto in quello spogliatoio attimi indimenticabili e grazie alla società sono cresciuto tantissimo sia dal punto di vista tecnico che umano”.

Quali sono le differenze tra giocare nella categoria Primavera e nel campionato d’eccellenza? “La differenza che si nota subito è quella dell’età, in Primavera trovavi quasi esclusivamente calciatori della tua età o qualche d’una in più o in meno. In eccellenza ti confronti con gente esperta che ha anni di esperienza nel mondo calcistico per questo inizialmente può risultare duro ambientarsi. Aggiungo, inoltre, che rispetto alla Primavera in queste serie si gioca un calcio molto fisico”.

Ci racconti i tuoi trascorsi calcistici? “Dopo aver giocato per ben 5 anni nel Napoli mi sono trasferito a Reggio Emilia con la Reggiana in lega pro, a dicembre di quell’anno ho giocato in serie D con il Darfo Boario allenato da De Zerbi. L’anno successivo sono ritornato in lega pro con il Pro Patria per poi giungere a Portici nella stagione 2013/2014, questo è il secondo anno che gioco qui”.

Il ricordo più bello e quello più brutto che hai provato da calciatore? “Il ricordo più bello è sicuramente l’aver giocato al San Paolo dinanzi a 50 mila persone, ancora mi tremano le gambe se penso a quel giorno. Il più brutto è quello di aver perso la finale di Coppa Italia in quello stesso stadio, contro la Juve”.

Da due anni sei un calciatore del Portici quali sono gli obbiettivi attuali della tua squadra? “L’obiettivo mio e dei miei compagni è sicuramente quello di raggiungere una salvezza serena poi se è il caso si penserà ad altro. Ad ogni partita noi scendiamo in campo con l’intento di divertirci e far divertire il pubblico che ci segue, possiamo considerare questo un altro obbiettivo della stagione”.

 Cosa vuol dire “essere un calciatore”? “Essere calciatore significa dire di no alle discoteche di sabato se la domenica hai una partita, stare lontano da casa nelle festività, essere solo e dover crescere in fretta se ti ritrovi giovanissimo a dover vivere lontano dalla tua casa e dalla tua città. Essere calciatori però significa anche sentirsi nel posto giusto quando ci si ritrova su quell’erbetta e vedere quel pallone come l’unica cosa bella. Tutti pensano sia una vita facile la nostra , ma non è cosi. Forse lo diventa quando giungiamo in serie A nel frattempo però, è grande sacrificio e piccole soddisfazioni”.

 Quale maglia hai sempre desiderato indossare? “Ovviamente quella della mia città e della mia squadra del cuore, il Napoli. Non quella della primavera però.(ride…)”.

Portici il tuo presente, cosa vedi nel tuo futuro? “Bella domanda, il mio sogno è quello di giocare tra i professionisti e spero sia quello il mio futuro. Per ora mi concentro sul Portici cercando di regalare soddisfazioni ai tifosi e dimostrare a tutti che valgo”.

Sei ancora in contatto con qualche tuo ex compagno della primavera? “Si, ogni tanto sento Allegra, Palma e Savarise, alcuni dei miei ex compagni degli anni con la Primavera di mister Saurini e sono felice che stiano giocando nel professionismo e mi auguro che tutti ottengono ottimi risultati”

Come ti trovi nel tuo attuale spogliatoio e qual è la vostra forza? “Non potevo desiderare spogliatoio migliore, mi trovo benissimo qui. La nostra forza? Il gruppo, d’altronde si sa: un gruppo di persone che condivide un obbiettivo comune può raggiungere l’impossibile”.

 In primavera eri in squadra con R.Insigne, Nicolao, Romano, Tutino, Allegra e tanti altri, chi di loro ha secondo te maggior possibilità di arrivare nel calcio che conta? “Roberto Insigne è fortissimo ed ogni anno si conferma sempre di più, spero continui a far bene nell’Avellino, magari l’anno prossimo potremmo vederlo in serie A”.

Qual è il modulo che da calciatore prediligi e con il quale preferisci giocare? “Per le mie caratteristiche prediligo il 4-3-3 oppure il 4-2-3-1″.

Chi è l’allenatore che più hai stimato e che più ti è stato d’aiuto nel tuo percorso calcistico? “Ogni allenatore è stato fondamentale per la mia crescita per questo non posso che ringraziarli tutti, dal primo che fu Pompilio Cusano al mio attuale allenatore Pasquale Borrelli”.

Intervista a cura di Rosanna Buonauro

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Photo by: Gaetano Grimaldi.

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