Le procedure da seguire per le squadre durante questo periodo di pandemia

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Le Procedure, dal contagio a Tar e Tas: tutti i passaggi

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Il cosiddetto “gruppo squadra” è formato da calciatori, staff tecnico, medici, fisioterapisti, magazzinieri e chiunque lavori con gli atleti. I componenti vaccinati non si sottopongono più al tampone a 48 ore dalla partita, ma eseguono i test solo quando rientrano dalle vacanze all’estero o nel caso in cui un contatto stretto risulti positivo. Come gli altri cittadini. A quel punto, la Asl dispone il tracciamento degli ultimi due giorni e viene a crearsi la cosiddetta “bolla“: l’azienda sanitaria locale può richiedere il tampone a tutti e concedere l’isolamento “casa-lavoro” dei negativi, oppure vietare gli spostamenti in situazioni più preoccupanti. Quando questo accade, la squadra non si presenta al campo e le carte passano al giudice sportivo; il quale può disporre il rinvio della gara, oppure decretare la vittoria/sconfitta a tavolino. I club possono fare ricorso alla Corte Sportiva d’Appello (2° grado) e al Collegio di Garanzia del Coni (3° grado). C’è anche il Tas di Losanna, ultima spiaggia internazionale. Fuori dall’ordinamento sportivo esistono invece altre possibilità di istanza: al Tar e al Consiglio di Stato. La Lega Serie A quest’anno non dispone più delle famose e contestate linee guida (si gioca sempre se ci sono almeno 13 elementi a disposizione, ogni club ha un bonus rinvio da spendere e si rinvia d’ufficio con 10 o più positivi per 7 giorni consecutivi) in vigore nella stagione 2020-21.

 

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Fonte: CdS

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