Ciccio Graziani: “Per la “GAZZELLA” o scudetto o il titolo di cannoniere, Osimhen deve migliorare in una cosa”

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Scudetti e Mondiali nel segno del gol. Ciccio Graziani sotto porta era una sentenza. Se lo ricordano a Torino, quando fu protagonista nell’anno dello scudetto 1976, se lo ricordano in tutta Italia qualche anno dopo, nel 1982, quando fu l’attaccante della Nazionale dei Bearzot campione del mondo sotto il cielo di Madrid. Insomma, quando si parla di bomber è sempre in prima fila ed infatti anche oggi è tra i principali estimatori di Osimhen.
Come lo definirebbe?
«Per come gioca: una gazzella, perché quando parte nello spazio non si può fermare. Non solo è veloce ma è anche potente. Per il Napoli è insostituibile».
Davvero?
«In questo momento nella squadra di Spalletti gli unici intoccabili sono lui e Koulibaly. Tutti gli altri possono essere sostituiti e possono saltare una partita, mentre loro due no».
Come mai lo pensa di Osimhen?
«Ha rapidità e intuito, è fortissimo nello spazio ed è un punto di riferimento costante per i compagni. Certo, se trova una squadra che gli chiude lo spazio fa più fatica, ma in Italia non c’è un attaccante che incida più di lui».
A Napoli tutti ricordano Cavani e Higuain…
«Lo so, ma qui si parla di cose diverse, giocatori diversi. Osimhen ha qualità uniche. Ora deve solo consacrarsi e per farlo deve vincere: uno scudetto o almeno la classifica dei marcatori di serie A».
In cosa può migliorare?
«Nel gioco aereo. Per essere un attaccante di livello superiore deve migliorare nel colpo di testa in area di rigore».
Intanto sta tornando anche Mertens…
«Le alternative in avanti per il Napoli sono tutte di livello alto, anche perché la rosa azzurra è molto profonda. Ora che torna, Mertens potrebbe pensare di giocare nuovamente sull’esterno. Magari per far rifiatare i vari Insigne e Politano».
Insomma davanti Osimhen non si tocca: ma i due possono coesistere?
«Certo che sì, ma solo se Mertens torna a giocare più largo».
Sottopunta alle spalle di Victor?
«Può essere un’alternativa, ma ora si fa fatica a togliere Zielinski che rispetto a Mertens ha certamente maggiore attitudine al sacrificio in fase difensiva. Ma in assoluto mi fido di Spalletti e delle scelte che farà».
A proposito di attaccanti: a questo Torino quanto manca Belotti?
«Tantissimo, anche se va detto che il rendimento del giocatore era calato a causa dei numerosi infortuni. Cairo aveva fissato una clausola da 100 milioni per l’estero, ma credo che ora il giocatore valga meno della metà. Al suo posto ora gioca Sanabria che sta facendo bene da quando è arrivato dando un contributo importante. Proprio come Juric in panchina».
Le piace?
«Ha ridato un’anima alla squadra».
Come Spalletti a Napoli?
«Sicuramente Luciano sta facendo cose incredibili a Napoli, ma non buttiamo il lavoro importante che ha fatto Gattuso. Anche con lui la squadra ha avuto un’anima. Nella prima parte dello scorso campionato ha avuto troppi infortuni per poter essere giudicata lucidamente. Poi, quando ha avuto tutti gli uomini, ha fatto tanti punti e ha sfiorato la Champions. Peccato per quel pareggio contro il Verona che ha vanificato tutto».

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B. Majorano (Il Mattino)

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