FIGC: L’1% delle Scommesse per nascondere le falle del sistema

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La proposta della Federcalcio si ispira al modello di finanziamento diretto. Attraverso il “diritto alla scommessa”, applicato in Francia a favore degli organizzatori di eventi sportivi. L’1% delle scommesse sugli eventi effettuati sul territorio transalpino viene versato direttamente dall’operatore di gioco all’organizzatore della manifestazione.

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La Commissione Europea, però, ha criticato questa modalità per il mancato rispetto di alcuni principi, con particolare riferimento alla “libera prestazione” dei servizi.


In Italia, la legge Melandri non prevede alcun diritto d’autore o diritto alla scommessa tale da giustificare la richiesta del mondo del calcio. Il legislatore, d’altronde, ha già istituito meccanismi di finanziamento indiretto a supporto dello sport. Attraverso il prelievo erariale ed extraerariale dei giochi (con vincita in denaro). Si configurerebbe, in questo modo, un secondo “aiuto di Stato” mascherato da necessità collegate all’emergenza sanitaria. Ma i problemi del calcio non nascono oggi, perché erano conosciuti dai vertici sportivi già prima dell’esplosione del coronavirus nel nostro Paese. * direttore agenzia Sporteconomy.it. Fonte: CdS

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