Sarri scatena i dibattiti. Il lunch match registra ottimi ascolti sulle pay tv e funziona al botteghino. Ed è un assist all’Asia

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Il tema l’ha messo sul piatto Maurizio Sarri, tecnico del Napoli, al termine dell’anticipo di domenica, vinto sul campo dell’Empoli: «Mi fa schifo giocare alle 12.30». Il calcio all’ora di pranzo è una realtà da sette anni. Proviamo a spiegare com’è nato questo format, quali sono i vantaggi per le società e le pay tv, quali sono le prospettive per il futuro.
1 Quando è stato introdotto il “lunch match” e con quali obiettivi? 

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A partire dalla stagione 2010-11, la prima organizzata dalla nuova Lega Serie A. E’ stata una decisione della Lega, cioè dei club. L’idea era di proporre alle tv italiane un evento in più da collocare nel palinsesto in una fascia oraria “scoperta” e al tempo stesso creare un appuntamento interessante per i mercati televisivi internazionali, in particolare quelli asiatici, penalizzati dal fuso orario. Debutto con Brescia-Palermo.

 2 Chi decide quali partite giocare alle 12.30?

finestre del sabato e della domenica (o in anticipi e posticipi al venerdì o al lunedì). Per quanto riguarda il lunch match si cerca di garantire il massimo equilibrio, compatibilmente con un calendario che deve incastrarsi con quello delle coppe europee e della Coppa Italia. Per le big in una stagione può capitare di giocare al massimo tre o quattro volte all’ora di pranzo. In questa stagione sono stati 24 gli anticipi domenicali alle 12.30: il Napoli domenica è arrivato a quota 2 come Juve, Roma, Lazio, Milan e Fiorentina; delle grandi solo l’Inter ne ha giocati 3 (come Samp, Sassuolo ed Empoli); il record è dell’Atalanta, che è a quota 4.

 3 I risultati in termini di ascolto premiano la scelta del lunch match? Cosa accade con le tv straniere? 

Nel senso comune, la partita alle 12.30 sembra funzionale soprattutto ai mercati asiatici. La Lega di A non divulga dati ufficiali ma gli studi che ha commissionato indicano riscontri positivi sui mercati emergenti. In realtà, però, l’anticipo domenicale è innanzitutto un grande successo televisivo in Italia. Per Sky, la media è di 605.000 spettatori a partita; per Mediaset Premium (che ha trasmesso finora solo 18 delle 24 partite) è di 556.000 spettatori. I dati diffusi ogni settimana dalla Lega, in realtà, offrono un’immagine ancora più efficace: anche in termini di share (che indica quanti spettatori, su 100, stanno guardando quel programma tv), il lunch match diventa il secondo evento più visto dagli italiani dopo il posticipo serale della domenica. Con alcuni risultati ancora più clamorosi. Juventus-Lazio (21ª giornata) è la gara del record: oltre 2 milioni di spettatori (1,15 su Sky e 1,01 su Premium) e uno share complessivo che, secondo i dati della Lega, è stato del 10,76%, che la rende anche la gara più vista di quell’intero weekend di campionato. Per Torino-Roma (6ª) share più alto di Fiorentina-Milan, mentre Milan-Crotone (15ª) è stata la gara più vista di tutta la domenica, più del derby della Capitale. Ancora: Crotone-Roma (24ª) ha fatto più del doppio degli spettatori e dello share di Inter-Empoli che si sarebbe giocata poche ore dopo; Atalanta-Fiorentina (27ª) ha fatto registrare lo share più alto dopo Roma-Napoli che si era giocata alle 15 del sabato.

4 In termini di presenze allo stadio, qual è l’impatto della gara alle 12.30? 

Alla Lega e alle società il lunch match piace molto anche per i risultati al botteghino: è una collocazione che consente di attrarre più facilmente un pubblico diverso, fatto anche di famiglie con bambini, agevolando anche chi è in trasferta con un rientro a casa in orari più comodi. E ci sono anche dei bei picchi in termini di presenze: l’Empoli in casa ha una media di novemila spettatori, contro il Napoli è arrivato a 13.732 e con la Juve a 15.424. Il Bologna ha totalizzato oltre 28 mila spettatori con l’Inter, l’Atalanta ha fatto un bel picco con la Fiorentina.

 5 Qual è l’orientamento della Lega per il futuro? 

Anche nel prossimo bando per i diritti tv sarà confermato il match domenicale alle 12.30. Il prossimo derby di Milano che si giocherà in quella fascia oraria, accolto positivamente da Montella e Pioli, è una indicazione molto chiara sulle strategie future: il lunch match funziona sulle tv italiane e negli stadi, funziona sui mercati asiatici e sarà sfruttato.

Fonte: CdS

 

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