Il Napoli al Tardini, le pagelle azzurre de “Il Mattino”. C’è un bocciato
Il Napoli torna in campo al Tardini dopo la vittoria conquistata al Maradona settimana scorsa grazie al gol del subentrante Politano. Il match in casa del Parma si è concluso con il risultato di 1-1, a segno Strefezza e McTominay. Ecco i voti della partita, con i top e i flop.

JUAN JESUS 4,5 L’errore in avvio è gravissimo: va inutilmente e gratuitamente a raddoppiare su Elphege lasciando clamorosamente libero Strefezza che si invola e supera Milinkovic. Non è che poi le cose siano meno complicato, perché le sue amnesie su Valeri e Strefezza che lavorano in asse sono frequenti.
HOJLUND 5,5 Scarica una palla magica per McTominay. Per il resto, Troilo è il primo marcatore che gli monta una guardia ferrea, fatta anche di spinte e gomiti alti. Può lavorare spalle alla porta, non lo fa sempre nel modo corretto, anche con qualche pallone gestito male dal punto di vista tecnico.
MCTOMINAY 6,5 I suoi gol si contano e si pesano. Piazza la palla come un giocatore di biliardo nel momento dell’oscurità. Appena ritrova la sua posizione, con l’ingresso di Alisson, si trasforma. Si capisce che c’è per un paio di proteste poco british nei confronti dell’arbitro. Nella reazione azzurra latita: non riesce a trovare il tempo di inserimento corretto negli spazi occupati militarmente dagli uomini di Cuesta.
LOBOTKA 7 Il più illuminato. Non ha marcature specifiche: il Parma gli piazza Nicolussi Caviglia ma senza grande intensità. Lo slovacco si prende la responsabilità della manovra, consentendo al Napoli di salire molto rapidamente verso la trequarti emiliana. Pericoloso negli inserimenti dal primo all’ultimo istante.

CONTE 5.5 Dai fantastici quattro schierati tutti assieme non riesce mai a ottenere lampi di fantasia, giocate in velocità: è un costante monotono e prevedibile possesso palla con pochissima fantasia offensiva. Domanda: ma i tiri da fuori area sono vietati? La gara è in salita per l’errore di Jesus, ma poi ci sono 90 minuti per rimetterla in sesto. Invece, il Napoli resta lo stesso per tutto il tempo, anche con l’ingresso di Alisson, che almeno ci mette un po’ di brio. Il cambio tra Hojlund e Giovane lascia qualche perplessità perché se il danese è evanescente in area, l’ex Verona la palla non la vede mai. Forse tre centrali per tutto il tempo sono stati un’esagerazione, tenendo conto che Cuenta a parte che difendersi con qualsiasi cosa ha a disposizione, non è in grado di fare. E meno male che questi giovani allenatori sono gli enfant prodige del calcio europeo.

DI BELLO 6 McTominay si lamenta al 5’ per un contatto con Delprato ma non è rigore.
Braccio sinistro di Buongiorno (79’) che corre verso la porta, il pallone arriva per errore dopo un tocco inaspettato di Spinazzola: non è rigore. Pochi secondi di colloquio con il Var, che conferma la decisione del campo e non richiama al monitor il direttore di gara. In ogni caso, non era affatto una partita semplice, per il troppo nervosismo dovuto all’importanza della posta in palio. Con grande serenità, riesce anche a disinnescare i momenti di tensione che si sono creati nel corso del match. Pochi i 4 minuti di recupero concessi alla fine della gara, perché dimentica le volte che entrano in campo i medici per soccorrere i calciatori. Domani sarà a Liverpool con Mariani per la gara tra i Reds e il Psg.
Fonte: Il Mattino
