(Formazioni) – Rino non rischia, conferma Bergamo con Matteo in campo
Gli stessi undici di Bergamo, senza escludere pretattica e scelte a sorpresa, per ora non ipotizzabili. La linea di Gattuso: «Non voglio concedere alcun vantaggio alla Bosnia. E poi lo sapete, ci sono i cinque cambi». Le prove coperte di Coverciano porterebbero verso la conferma in blocco della formazione impiegata nella semifinale con l’Irlanda del Nord. Anche Gattuso crede in Pio, ma la tentazione di lanciare il centravanti dell’Inter dall’inizio non sembra si sia trasformata in un sorpasso definitivo. Retegui dovrebbe resistire in coppia con Kean. Il ct difficilmente cambierà l’attacco dell’Italia per due motivi: si tratta del tandem più collaudato e non basta una partita per sovvertire le gerarchie. Valgono altre due motivazioni. La chiave tattica è legata alle caratteristiche: l’oriundo argentino, rispetto a Esposito, si muove meglio in profondità. C’è bisogno di movimento per scuotere la difesa della Bosnia, abilissima nel gioco aereo. La chiave psicologica ha un peso: mettere Retegui in panchina significherebbe demolirlo, Pio in corsa può avere lo stesso impatto della semifinale. Mateo forse aveva bisogno di rodaggio dopo lo stop in Saudi League, entrerà in campo con un altro ritmo: è un fighter, abituato a combattere.
MEDIANA . Tutto il resto sembra scontato. Serviranno personalità, coraggio, intelligenza nel gestire il pallone e indirizzare la partita. Gattuso ha lavorato sul centrocampo. Ha chiesto dinamismo, presenza sui contrasti, capacità di ribaltare in fretta l’azione. Locatelli dovrà legare meglio il gioco e ridurre le distanze da Barella e Tonali. Il ct in conferenza ha difeso il play della Juve, reo di aver “sbagliato” l’interpretazione tattica di Bergamo: «Nel primo tempo restava troppo schiacciato ma poi abbiamo corretto la posizione e la sua è stata una buona prestazione». Locatelli dovrebbe aver respinto la concorrenza di Cristante, unico play alternativo, o la sorpresa Pisilli con Barella mediano.
FASCE . L’esperienza e la fantasia di Politano sono un fattore a cui è complicato rinunciare. Palestra, brillante all’esordio, ha la fisicità e la corsa per rispondere agli esterni della Bosnia. Gattuso potrebbe portare Cambiaso in panchina come alternativa all’esterno del Napoli. Dimarco, il più atteso a Zenica, dovrà spingere e assorbire anche la pressione di Dedic, esterno del Benfica abituato a proiettarsi in avanti. È un terzino e non per caso indossa il numero 7. Calafiori, in seconda battuta, dovrà chiudere la fascia sinistra. Bastoni e Mancini completeranno il terzetto arretrato davanti a Donnarumma. Gattuso ha spiegato i movimenti della Bosnia. «Si appoggiano ai due attaccanti, corrono tanto sulle fasce, diventano pericolosi quando servono Dzeko e Demirovic. È una squadra forte quando ti viene addosso, dovremo fare attenzione e annusare il pericolo». La prima richiesta alla difesa azzurra: non farli arrivare sulla bandierina per il cross dalla linea di fondo.

Fonte e grafico CdS
