Ci sarà un tempo, si spera, per un’identità a livello di gioco, soprattutto se i club vorranno. Se daranno più tempo e tempi al commissario tecnico e al suo staff. Ci sarà un modo di costruire un’identità, di lavorare sui giovani. Di tornare e a pensare non più come un incubo ma come una realtà le parole progetto, domani, futuro. Mai come adesso, mai come in vista di venerdì, per l’Italia che sfida la Bosnia, vale il motto di casa Juventus. Vincere è l’unica cosa che conta.
