Lorenzo Insigne ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport, dove ha avuto la possibilità di raccontarsi, eccone un estratto:
“A Toronto, in Canada, dove ho giocato dal 2022 a giugno, non sono mai stato al 100% fisicamente: mi infortunavo, pur di tornare in campo giocavo che non mi ero ancora ripreso del tutto e mi facevo male di nuovo. Poi, nel calcio nordamericano non esistono le retrocessioni: sono stato dodici anni nel Napoli, mi è mancata la pressione cui ero abituato. Più sono sotto pressione e più mi sento a mio agio. Infine, ero in una squadra poco competitiva e questo mi ha calcisticamente depresso”.
E fuori dal campo?
“Io, mia moglie e i miei figli stavamo benissimo a Toronto, ogni tanto sentiamo un po’ la nostalgia. Facevamo una passeggiata, andavamo a prendere il gelato, portavo i bimbi al parco… Tutte cose che a Napoli non potevo fare. Toronto è piena di italiani, siamo stati accolti benissimo. Abbiamo conosciuto una famiglia italiana che ci invitava a pranzo o a cena. Ancora ci sentiamo quasi tutti i giorni. Differenze con Napoli? A Toronto c’è molto più traffico. La sola differenza è che là potevo uscire serenamente e a Napoli no, ma Napoli mi è mancata, perché Napoli è casa”.
