Il 9 novembre, la squadra di Conte perde 2-0 al Dall’Ara contro il Bologna. Alla ripresa, vittoria 3-1 contro l’Atalanta a Fuorigrotta. Nel mezzo, una serie di tappe d’avvicinamento alla rinascita: lo sfogo di Conte («Morti non ne voglio accompagnare»), i giorni a Torino dalla famiglia per staccare (come adesso, d’altronde), il post su X di De Laurentiis che binda il suo allenatore rinnovandogli fiducia («Sono orgoglioso di avere al mio fianco, e al fianco del Napoli e dei calciatori, un uomo vero come Antonio Conte») e, soprattutto, la svolta tattica, il cambio modulo. Il Napoli riparte col 3-4-2-1, gioca con i due esteri – Neres e Lang, entrambi subito a segno – e torna a correre. E a convincere, fino alla conquista della Supercoppa. Da quel momento in poi, il calendario si fa ricco. Con la Champions che ritorna, si gioca ogni tre giorni. Non c’è un attimo di sosta.
