Di lui, i suoi allenatori si fidano. Anche solo per qualche minuto. Per questo sia Conte che il ct Garcia aspettano Lukaku, seppur non in piena forma. A Napoli riparte e frena, è evidente che c’è bisogno di tempo. Scrive il Cds: “E’ convocato per le amichevoli del Belgio negli States dopo nove mesi, una lunghissima assenza condizionata dal grave infortunio alla gamba sinistra rimediato il 14 agosto, eppure nelle ultime due giornate con il Napoli è rimasto a guardare. Non è entrato contro il Lecce e tantomeno a Cagliari. […] La rete con l’Hellas al Bentegodi, al 96’, ha avuto un peso specifico enorme in ottica Champions per il Napoli: ha risolto un problema e riavviato la corsa e l’entusiasmo della squadra, all’epoca reduce dalla sconfitta con polemiche arbitrali contro l’Atalanta e ora giunta a quattro vittorie consecutive. Con vista sul secondo posto. Il ritorno in nazionale per le amichevoli con gli Stati Uniti (sabato ad Atlanta, Georgia) e il Messico (1 aprile a Chicago, Illinois) avrà una funzione fondamentale: servirà a Romelu per migliorare ancora i ritmi in vista del rush finale in campionato. Lukaku non ha finito il suo lavoro e vuole dimostrarlo: 64 minuti in 7 presenze dal 20 gennaio gli stanno stretti. E più riuscirà a lasciare segni in Serie A, più sarà pronto a vivere il sogno Mondiale. Il quarto della sua carriera. Quello di ora è soltanto un anticipo americano.”
