Per Conte c’è un obiettivo chiarissimo: la qualificazione Champions. Ma l’occhio cadrà oggi su Milan-Torino e domani su Fiorentina-Inter. Perché sognare non costa niente e la pressione è tutta sulla capolista che ha visto ridurre il proprio vantaggio sulle inseguitrici. Lo scenario della (eventuale) sfida scudetto non è quello di un anno fa, con ridottissime distanze in classifica, sorpassi e controsorpassi tra Conte e Inzaghi. Fino a quello decisivo per la festa di fine maggio. «Continuiamo a spingere, vinciamole tutte dopo la sosta», la sfida lanciata da McTominay, il campione su cui – per qualità ed età – il Napoli deve costruire il proprio futuro. Ma ciò che conta è il presente, l’ultima serie di 8 partite tra aprile e maggio, a cominciare dallo scontro diretto contro Allegri a Pasquetta. «Nessuno deve impedirci di guardare avanti: con questa vittoria abbiamo messo pressione su chi ci precede», ha sottolineato Conte. In particolare sull’Inter, con cui il duello mediatico è cominciato a fine ottobre, quando il tecnico comprese dopo la vittoria (e la polemica sul rigore concesso agli azzurri del presidente Marotta) che sarebbero stati mesi difficili e non soltanto in campo.
