Gazzetta-I lavori allo stadio Maradona? Non occorre l’intesa con ADL
Per lo stadio serve l’intesa con De Laurentiis? No per il sindaco Manfredi. A parlarne è lo stesso primo cittadino alla Gazzetta.
“Tutto vuole tranne che i tormentoni il sindaco . Così sulla partecipazione di Napoli a chi gli chiede se senza accordo con patron Aurelio De Laurentiis la città sarebbe tagliata fuori risponde così: «Non ci sono ostacoli formali o norme al riguardo, c’è lo chiede la Figc».
Insomma, sgombra il campo da equivoci “tattici” il Presidente dell’Anci e sul numero uno della Ssc Napoli a sorpresa racconta: «Noi stiamo lavorando per rendere sempre Napoli competitiva, anche il presidente De Laurentiis vuole una Napoli così, quindi alla fine una sintesi si troverà. Se ci parlo? Ci sentiamo spesso». Manfredi parla proprio da dentro il Maradona dove sta battezzando il murales di Jorit. Parla del futuro dell’impianto mentre negli stessi minuti l’assessore Edoardo Cosenza e il direttore generale Pasquale Granata sono in Figc proprio per aggiornare il progetto di ristrutturazione dell’impianto di Fuorigrotta che vale 203 milioni in funzione anche di Euro 2032.
In quella sede il progetto è stato promosso, la prossima tappa sarà infatti la presentazione del progetto a Nyon nella sede della Uefa penultimo step prima della presentazione finale di Luglio. Tra le mosse che hanno accreditato il progetto ci sono le fonti finanziarie, dove la delegazione del Comune ha incluso oltre i fondi pubblici anche quelli privati. Ma procediamo con ordine. È Manfredi a tracciare la roadmap dal punto di vista politico. «Sicuramente noi ci candideremo a ospitare gli Europei, stiamo lavorando sul progetto per rispettare quelle che sono le richieste della Uefa. Credo che la cosa davvero importante sia però valorizzare il patrimonio dello stadio di Napoli e renderlo più confortevole e anche più adeguato ai tempi.
Poi chiaramente se saremo selezionati ci faremo trovare pronti, però è molto importante avviare un percorso di riqualificazione perché lo stadio ha bisogno di un intervento». Manfredi precisa ancora: «I lavori al Maradona, prescindono dalla selezione o meno per gli Europei. Dalla Uefa ci chiedono dei requisiti che sono strettamente connessi al torneo, dalla sale stampa e tante altre cose. Ora la parte che mi interessa di più è quella fondamentale, la riqualificazione della parte strutturale, per la funzionalità e la fruibilità dello stadio, quindi lo faremo indipendentemente degli Europei. Faremo l’intervento sul terzo anello, che cominceremo questa estate». Il Maradona per Manfredi è un hub che deve portare sviluppo e reddito. Così il sindaco svela che «abbiamo chiesto uno studio a una società internazionale per valorizzare l’impianto con visite tutti i giorni. Come si fa a Madrid a Barcellona a Londra. Chi viene deve avere anche i servizi».
Nel vertice in Figc hanno presentato il progetto e le fonti di finanziamento che sono quelle pubbliche – cioè Regione e Comune – e quelle nazionali. E i privati. Si tratta di due gruppi di investitori del settore sportivo, che hanno radici in Italia, Spagna e negli Usa, pronti a presentare una manifestazione di interesse. Come stanno allora le cose? Gli unici soldi disponibili – a oggi – e che serviranno in parte per riaprire il terzo anello sono quelli del Comune, circa 50 milioni. Poi c’è il protocollo con la Regione guidata da Roberto Fico attraverso il quale il Presidente dovrebbe mettere il resto cioè 150 milioni.
Non bruscolini, soprattutto in un contesto sociale non esattamente brillante. Quindi ci sono i Fondi coesione nazionali complementari a quelli della Ue. Poi ci sarebbero i fondi Fesr – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – che però da Bruxelles ritengono non possono essere utilizzati per costruire nuovi stadi. La mossa del Comune è stata quindi quella dei privati. Ci sono stati nelle ultime settimane almeno due incontri. Perché i finanziamenti servono subito. Con gli investitori stranieri si è discusso di come lanciare la manifestazione di interesse: potrebbe essere il Comune a farlo pubblicamente oppure gli sponsor interessati potrebbero chiedere di entrare nella ristrutturazione dell’impianto – che è open dal punto di vista finanziario – per poi avere in cambio una concessione del bene per un determinato numero di anni. Atteso che la scadenza della convenzione con la Società scade nel 2028. È ovvio persino sottolinearlo che gli azzurri continueranno a giocare al Maradona fino a quando De Laurentiis non costruirà il nuovo stadio. Ma cambierebbero le regole di ingaggio della prossima convenzione.
Il Patron – ad ogni modo – continua a essere corteggiato da Manfredi e resta protagonista di questa vicenda del Maradona che come tutti sanno da mesi, Manfredi ha definito «un bene in vendita al giusto prezzo». In questa ottica il progetto che sta sul tavolo anche della Figc prevede, per esempio, la Tribuna Posillipo con ben 40 skybox come desidera il Presidente del Napoli. Un Maradona senza pista di atletica rinnovato in tutto che oggi ha una capienza 54.726 spettatori. Il terzo anello da solo ne potrebbe dare 15mila in più si arriverebbe a 70mila posti. Ma il Comune vorrebbe che sulla Posillipo intervenisse la società. Tanto da non considerare i circa 5000 posti del terzo anello in quella tribuna. Alla fine della giostra lo stadio avrà comunque 10mila posti in più con una capienza di 65.541 spettatori. In uno stadio totalmente rinnovato. Il Comune ha scelto la ristrutturazione Medio standard (Mid range). Il costo medio per posto a sedere è di 3mila euro.”
