“In questi casi devi dare spiegazioni alla società che ti paga profumatamente”
A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, agente FIFA. Di seguito, un estratto dell’intervista:
Oggi alle 18:30 il Napoli gioca in casa del Cagliari, secondo lei il Napoli ha la possibilità di fare un filotto di vittorie da qui alla fine?
“Non lo so, sinceramente. Se lo sapessi, farei un altro lavoro. Credo sia difficile, il Napoli ultimamente non mi entusiasma. Non vedo una squadra in salute. Spesso ci sono episodi favorevoli che aiutano il risultato, ma se analizzo il gioco anche nella partita contro il Lecce, finita 2-1 il punteggio inganna. La differenza in campo non si è vista, ho visto un Lecce più brillante, più veloce, più reattivo sulle seconde palle. In alcune situazioni sembrava il Lecce la squadra di vertice. Le squadre di Eusebio Di Francesco corrono sempre molto, mentre nel Napoli vedo alcuni giocatori un po’ appannati, e in questo momento non dovrebbe succedere.”
Il Napoli ha affrontato problematiche inspiegabili questa stagione, così come è forse inspiegabile continuare a fidarsi di Antonio Conte, a meno che non cambi qualcosa nella preparazione, visto il numero di infortuni. È questo il problema?
“Il problema, Luca, è che non si va a fondo nelle cause reali. Il 98% degli infortuni è di natura muscolare, non parliamo di traumi o fratture. Quando hai così tanti infortuni muscolari, devi fare un’analisi approfondita sulla preparazione atletica e sui richiami di lavoro fatti durante la stagione. Quando sei uscito dalle coppe e ti è rimasto solo il campionato, devi dare spiegazioni alla società che ti paga profumatamente. Non è normale avere così tanti infortuni. È qualcosa che trovo inspiegabile per un allenatore di quel livello.”
Sono 26 gli infortuni muscolari del Napoli in questa stagione, quindi qualcosa non torna?
“Sono numeri aberranti, davvero aberranti.”
Lo stadio Diego Armando Maradona rischia di essere escluso da Euro 2032. Che cosa vorrebbe dire, secondo lei? Sarebbe una sconfitta per il Comune o anche per il club di De Laurentiis? E a livello economico quanto peserebbe sulla città?
“Peserebbe tantissimo. Ma è un problema che viene da lontano ed è difficile da risolvere. Io già anni fa, quando seguivo le partite allo stadio, vedevo situazioni imbarazzanti, in tribuna pioveva dentro. Ricordo un Napoli-Chelsea con Roman Abramovich presente e a pochi metri da noi entrava l’acqua. È qualcosa di inaccettabile per un club importante e per un brand in crescita. Il problema è dei Comuni, non solo di Napoli, in Italia gli stadi sono stati lasciati andare per anni.
A Roma, ad esempio, lo stadio Flaminio è abbandonato da decenni. Sono situazioni assurde. In altre città del mondo, come Buenos Aires, ci sono diversi stadi funzionanti all’interno della città. Qui invece manca manutenzione. Servirebbe un piano serio di ristrutturazione oppure concedere gli impianti alle società per lunghi periodi, permettendo loro di investire. Invece spesso i Comuni non solo non aiutano, ma chiedono anche soldi: così diventa tutto ancora più complicato.”
