McTominay ha saltato quattro partite di fila, dopo aver dominato per un tempo a Genova. Zoppicando, stringendo i denti, strappando tra le linee nonostante il dolore al gluteo e al flessore. L’infiammazione si è riacutizzata a Marassi, ma prima di lasciare il campo all’intervallo, Scott aveva imbastito la rimonta azzurra, propiziando il pari di Hojlund prima di colpire da fuori per il 2-1. Poi niente Roma e Atalanta, il Napoli che frena clamorosamente e l’obiettivo Champions che sembra sul punto di poter sfumare: senza McTominay, infatti, il Napoli non aveva mai vinto fino a poche settimane fa. E anche a Verona ha rischiato tantissimo, se non fosse arrivato il guizzo all’ultimo secondo di Lukaku. Perché Scott fa tutto: qualità e quantità, recupera palla e affonda, dribbla, strappa, si inserisce, ma è anche il primo a difendere in avanti, a riaggredire con quella forza fisica fuori dal comune. Nella mediana a due, poi, ha mostrato anche abilità e disinvoltura in impostazione, cosa che non si era mai vista nel suo primo anno in Italia.
Fonte: Gazzetta dello Sport
