Fonte: Il Mattino
Il confronto tra Cagliari e Napoli non è mai stato solo sportivo: è una rivalità carica di significati, tra orgoglio territoriale, incroci di mercato e vecchi rancori. Le due squadre, le uniche del Sud ad aver conquistato lo scudetto, condividono una storia fatta di intrecci continui, soprattutto sul mercato, con numerosi giocatori passati in Sardegna negli ultimi anni.
Il Cagliari ha scritto una pagina indelebile del calcio italiano con il trionfo del 1970, guidato da Manlio Scopigno e trascinato da Gigi Riva, simbolo assoluto del club. Il Napoli, invece, ha consolidato la propria supremazia negli ultimi anni: dal 2009 è imbattuto contro i sardi, con una lunga serie di vittorie e pareggi.
Tra i tanti episodi, resta impresso quello del 2009, quando Ezequiel Lavezzi colpì con una pallonata Massimiliano Allegria bordo campo, in un finale tesissimo. Un gesto che ancora oggi rappresenta il clima acceso di questa sfida. L’argentino fu protagonista anche l’anno successivo, con un gol decisivo dopo una lunga cavalcata, diventato uno dei momenti simbolo della rivalità.
Non sono mancati momenti di forte tensione anche sugli spalti. In una recente sfida, il match fu interrotto per diversi minuti a causa del lancio di fumogeni, con i giocatori del Napoli costretti a intervenire sotto il settore ospiti per calmare gli animi. Le frizioni tra le tifoserie affondano le radici negli anni ’90, tra cori ostili e partite particolarmente tese.
Anche le vicende societarie hanno alimentato il clima. Negli anni ’90 il Napoli pescò dal Cagliari figure importanti, mentre nel 2007 furono i sardi a rovinare la festa del ritorno in Serie A degli azzurri. Celebre anche l’episodio che vide protagonista l’allora presidente Massimo Cellino, autore di un duro sfogo in tribuna, poi rimasto senza sanzioni.
Una rivalità che unisce storia, polemiche e identità, rendendo ogni sfida tra Cagliari e Napoli molto più di una semplice partita.
Fonte: Il Mattino
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