Stadio Maradona, ecco come diventerà. Lavori senza fermare il Napoli

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Stadio Maradona, parte la rivoluzione: impianto moderno, sostenibile e da oltre 200 milioni

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Il Comune di Napoli ha ufficialmente diffuso il documento di presentazione del progetto di restyling e ammodernamento dello Stadio Diego Armando Maradona. In realtà non è un semplice restyling, ma una trasformazione urbana. Il futuro dello Stadio Maradona prende forma attraverso un ambizioso progetto di ammodernamento promosso dal Comune, pensato per proiettare l’impianto nel calcio europeo di alto livello e renderlo un polo multifunzionale attivo tutto l’anno.

L’intervento nasce anche in vista della candidatura agli Europei UEFA 2032 e punta a superare definitivamente i limiti strutturali e funzionali dello stadio, senza però snaturarne l’identità storica.

Un investimento da oltre 200 milioni

Dietro la trasformazione del Maradona c’è un investimento imponente: la spesa complessiva supera i 200 milioni. Una cifra che conferma la portata strategica dell’intervento – la cui matrice economica deriva dal protocollo di intesa tra Comune di Napoli e Regione Campania – non più limitato a lavori puntuali ma pensato come una vera rigenerazione dell’impianto.

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Le risorse serviranno a coprire tutte le fasi del progetto: dal recupero del terzo anello alla completa riconfigurazione degli spalti, fino alla realizzazione delle nuove aree hospitality e agli interventi di sostenibilità energetica. L’investimento sarà distribuito nel tempo, seguendo la logica dei lotti funzionali, e non si esclude il coinvolgimento di capitali privati, soprattutto per le componenti commerciali e premium.

 

La ristrutturazione del terzo anello e l’implementazione dei parcheggi

La strategia è chiara: lavori modulati per non fermare mai lo stadio. Il piano è articolato in quattro lotti funzionali autonomi ma coordinati. Il primo riguarda gli interventi necessari alla rifunzionalizzazione del terzo anello, rimasto interdetto a partire dal 2004 in seguito al rilevamento di vibrazioni percepite nelle aree circostanti. Il totale dei posti a sedere, grazie all’aggiunta dei circa 15.000 del terzo anello, sarà di circa 70.000 per rendere l’esperienza sempre più immersiva e coinvolgente per tifosi e calciatori.

Il secondo intervento punta invece ai parcheggi, oggi sottoutilizzati, con una riqualificazione completa: tecnologie smart, percorsi separati e aree dedicate per tifosi, media e squadre, migliorando la gestione dei flussi e la sicurezza. Il totale dei posti auto dello stadio Diego Armando Maradona sarà di circa 220 posti auto e 1.000 posti moto, con la seguente distribuzione:

Parcheggi VIP e VVIP: circa 20 posti auto, collocati sotto la Tribuna Centrale e riservati a utenza selezionata (VIP, VVIP, ecc.).

Parcheggi sotto la Curva A: circa 200 posti auto e oltre 1.000 posti moto, destinati all’utenza generale, con particolare attenzione alle persone con disabilità, sponsor, media, operatori televisivi, personale di sicurezza e staff tecnico-operativo dello stadio.

Addio alla pista d’atletica: spalti più vicini al campo

Il cuore della rivoluzione è però nel terzo e quarto lotto. Il Maradona cambierà volto: via la pista d’atleticaspalti più vicini al terreno di gioco e visibilità completamente ripensata. La progettazione geometrica delle gradinate sarà sviluppata secondo criteri di visuale ottimale, con verifica delle linee di vista e dei valori di “C-value”, garantendo da ogni posto a sedere la completa visibilità del terreno di gioco.

Si partirà con due settori “pilota” – curva e distinti – per testare le nuove soluzioni, prima di estendere l’intervento a tutto il primo anello. L’obiettivo è offrire un’esperienza simile ai grandi stadi europei: maggiore coinvolgimento, migliore acustica e comfort superiore per gli spettatori. Il risultato sarà quindi uno stadio più moderno, intenso e conforme agli standard UEFA più elevati.

Un altro intervento significativo riguarderà la copertura dello stadio. Si cercherà quindi di estendere maggiormente quest’ultima per: aumentare la superficie di gradinate protette dagli agenti atmosferici;
migliorare il comfort degli spettatori, in particolare nei settori più esposti;
garantire continuità architettonica e strutturale con la copertura esistente;
preservare le condizioni di illuminazione naturale e aerazione del campo di gioco;
limitare l’impatto visivo e strutturale sull’impianto esistente.

 

Nasce il Maradona “premium”

Non solo calcio. Il progetto prevede anche la creazione di skyboxfield box e aree hospitality, con servizi di alto livello destinati a sponsor, aziende e pubblico premium. Spazi esclusivi, loungeristorazione e servizi dedicati: un modello ormai consolidato nei grandi impianti europei, che consentirà allo stadio di generare nuovi ricavi e vivere anche fuori dai giorni partita.

Gli Sky Box saranno spazi privati vetrati con visuale privilegiata sul campo da gioco, mentre i Field Box saranno postazioni premium collocate a ridosso del terreno di gioco, collegate a lounge comuni dedicate. Le aree hospitality invece comprenderanno spazi comuni attrezzati con servizi esclusivi, finiture di pregio e dotazioni tecnologiche avanzate.

Uno stadio che diventa città, la “D.A. Experience”

Il Maradona del futuro sarà molto più di un impianto sportivo. Il progetto punta a trasformarlo in un vero hub urbano, integrato con il quartiere di Fuorigrotta.

Stadio D.A. Maradona Experience”, integrato da percorsi educativi e fruitivi rivolti a diverse categorie di utenti, dalle scuole alle famiglie, fino ai visitatori nazionali e internazionali.

Il progetto dovrà mirare a offrire un’esperienza immersiva, innovativa e accessibile, attraverso l’impiego delle più moderne tecnologie multimediali: realtà aumentata e virtuale, installazioni interattive e multisensoriali, ologrammi e sistemi audiovisivi ad alta definizione, il tutto pensato per garantire un’esperienza inclusiva anche a persone con disabilità visive o uditive.

Particolare rilievo dovrà avere lo “Stadium Tour”, percorso guidato che permetterà ai visitatori di accedere a spazi normalmente inaccessibili come spogliatoitunnel di accessobordo campo e tribune, sempre garantendo sicurezza e continuità di fruizione.

Previsti nuovi servizi, aree commerciali, spazi per eventi e la possibilità di sviluppare soluzioni legate alle energie rinnovabili. L’obiettivo è creare un’infrastruttura attiva, sostenibile e capace di generare valore per tutto il territorio, ricucendo il rapporto tra l’infrastruttura e il contesto urbano.

In tale quadro, lo stadio assume il ruolo di polo urbano multifunzionale e attrattore territoriale, una infrastruttura urbana capace di generare effetti positivi duraturi sul tessuto economico locale e sul sistema urbano, contribuendo al rafforzamento dell’identità del quartiere e alla crescita della vivibilità complessiva dell’area.

 

Lavori senza fermare il Napoli

Un elemento chiave sarà la continuità: i lavori verranno organizzati per fasi, in modo da consentire sempre l’utilizzo dello stadio durante la stagione sportiva.

Una sfida complessa, ma necessaria per non interrompere l’attività calcistica e gli eventi che rendono il Maradona uno dei cuori pulsanti della città.

 

Fonte: Il Mattino

 

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