Quella di Spinazzola è una vera e propria seconda vita calcistica. Il momento più difficile risale al UEFA Euro 2020, quando durante Italia–Belgio subì la rottura del tendine d’Achille, un infortunio che rischiava di chiudere la sua carriera. Dopo 311 giorni di stop e un lungo recupero, il ritorno in campo non era affatto scontato. La AS Roma lo lasciò andare a parametro zero, ma fu Conte a credere in lui e a riportarlo ad alti livelli con il Napoli. Nel corso della carriera, Spinazzola ha lavorato con tecnici di primo piano come José Mourinho, Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri, ma è con Conte che ha ritrovato continuità e centralità. Oggi è un giocatore duttile, capace di ricoprire più ruoli: esterno, terzino, ala, su entrambe le fasce. Una versatilità che lo rende ancora prezioso nonostante l’età.
