Cagliari-Napoli, quando la panchina sarda ha radici azzurre…

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Quel giorno gli sembrò di toccare il cielo con un dito. Maurizio Sarri, allenatore dell’Empoli, quasi non credeva alle parole di De Laurentiis che gli consegnava la panchina del Napoli dopo l’addio di Benitez, volato al Real Madrid. Per lui, nato a Bagnoli, era il sogno che si realizzava. Una carriera, prima da bancario e poi da allenatore, lontano da Napoli (due brevi tappe in Campania, ad Avellino e Sorrento), con la passione azzurra sempre intatta. Lui che seguiva i ritiri del Napoli di Diego in Toscana adesso allenava gli azzurri. Fece sognare ai napoletani lo scudetto. Si fermò al record di punti – 91 – nel 2018. Lo scudetto lo avrebbe vinto due anni dopo, sulla panchina della Juventus («Querelo chi mi accosta a quella squadra», aveva detto in una conferenza a Castel Volturno), prima di essere esonerato.

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Nella storia del calcio non sono tanti gli allenatori napoletani, ancora meno quelli che hanno avuto l’onore di allenare il Napoli. Venerdì gli azzurri sfidano uno dei tre della serie A. Oltre a Sarri ci sono appunto Fabio Pisacane, alla prima esperienza tra i professionisti dopo aver guidato la Primavera del Cagliari alla conquista della Coppa Italia un anno fa, e Raffaele Palladino, tecnico dell’Atalanta, l’unico club italiano rimasto in Champions League, preso a pallate dal Bayern Monaco all’andata degli ottavi. Si erano allontanati giovanissimi dai Quartieri spagnoli e da Mugnano per coltivare il sogno di diventare calciatori. Pisacane al Genoa, dopo la segnalazione del talent scout Carmine Tascone, e Palladino alla Juve.

 

Fonte: Il Mattino

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