A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Luciano Marangon, ex calciatore, fra le tante, di Napoli, Roma ed Inter. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Partiamo da questa due giorni di Champions League che restituisce all’Italia una cartina al tornasole, francamente imbarazzante: l’ultima rimasta nella competizione è stata umiliata dal Bayern Monaco, ovviamente mi riferisco all’Atalanta. Ma quanto, a livello europeo, il nostro calcio è caduto in basso?
“Siamo in discesa da un po’ di anni. Speriamo che proprio quest’anno abbiamo toccato il fondo, perché prima o poi bisogna toccarlo per poter pianificare e cercare di risalire, come hanno fatto anche altre nazioni. Oggi siamo davvero lontani dai livelli degli altri campionati e questo è lo specchio della realtà del nostro torneo. Ci sono troppi stranieri, ma non è solo questo: ci sono tante cose che non funzionano. I vertici del calcio italiano sono troppo politici e poco sportivi, e spesso capiscono poco di sport o di quello che servirebbe davvero per permettere alle nostre squadre di competere con gli altri campionati. Le altre realtà hanno raggiunto livelli che, in questo momento, per noi sono quasi irraggiungibili.”
Un difensore dei giorni nostri si sarebbe adattato anche al calcio degli anni Ottanta e viceversa?
“Dipende dal tipo di difensore. Un marcatore puro, oppure uno come me, sarebbe andato a nozze anche nel calcio di oggi. Non per presunzione — non mi sono mai dato del fenomeno — ma per quello che mi avevano insegnato nei settori giovanili e per la carriera che ho fatto. Con quelle basi, oggi sarei potuto diventare uno dei tre difensori più forti in Italia. Lo dico guardando certi giocatori di oggi, che magari prendono grandi stipendi e forse lo meritano anche, ma ai miei tempi la Serie A l’avrebbero vista con il binocolo. La mia generazione, quella dei campioni del mondo del 1982 per intenderci, oggi sarebbe piena di fuoriclasse. Obtorto collo ce ne sarebbero stati pochissimi in grado di giocare nei campionati dei miei tempi. E nelle squadre estere, praticamente nessuno. Oggi invece qualcuno va in Arabia, dove stanno cercando di lanciare il calcio con grandi investimenti, ma non so quanto possa durare perché non vedo un grande interesse vero attorno a quel movimento.”
Abbiamo accennato all’Atalanta, che è stata umiliata dal Bayern Monaco. Questo certifica i limiti di un movimento che proprio a Bergamo, tra pochi giorni, cercherà di evitare una nuova eliminazione mondiale. Che idea si è fatto?
“Sono fiducioso per il Mondiale, Gattuso dà garanzie sotto il punto di vista motivazionale. E mi fermo qui, facendo naturalmente il tifo per gli azzurri perché in caso contrario sarebbe un vero Apocalisse. Per quanto riguarda la serie A, l’Atalanta ha dimostrato negli anni, prima con Gian Piero Gasperini e oggi con la continuità del progetto tecnico di Palladino, di essere una realtà ormai consolidata nel calcio italiano. Ha cambiato molto, ha perso giocatori importanti e quindi ha avuto delle difficoltà, ma sta cercando di tornare ai livelli che le competono. È normale avere alti e bassi quando si ricostruisce. Per quanto riguarda il campionato, credo che l’Inter difficilmente si farà portare via lo scudetto quest’anno. Forse il Milan potrebbe provare a rientrare, ma dovrebbe fare un filotto di vittorie fino alla fine e sperare che l’Inter perda qualche colpo. La vedo difficile. Dietro invece la situazione è più aperta: Napoli, Juventus, Roma e Como si giocano gli altri posti europei. Il Napoli mi sembra abbastanza solido e probabilmente meriterebbe qualcosa in più per quello che ha dimostrato. Quest’anno però la sfortuna ha inciso. Le altre squadre se la giocheranno per l’ultimo posto in Champions, anche perché quest’anno l’Italia ha soltanto quattro posti disponibili, proprio a causa dei risultati europei.”
La Roma di Gasperini questa sera affronta il Bologna di Italiano in Europa League: chi arriva meglio a questa sfida?
“La Roma, secondo me. Io seguo entrambe le squadre perché mio figlio vive a Bologna e quindi mi capita spesso di guardare anche il Bologna. Negli anni scorsi mi ha divertito molto. Quest’anno invece mi sembra che qualcosa non abbia funzionato, forse nel mercato, anche se Giovanni Sartori è molto bravo. La Roma, dal mio punto di vista, arriva meglio: ha più entusiasmo e ha dimostrato di essere superiore al Bologna in questa stagione. Poi nel calcio è sempre difficile fare pronostici, ma sulla carta la Roma parte favorita. È un peccato però che due squadre italiane si affrontino tra loro in una fase così importante dell’Europa League, soprattutto considerando che in Champions non è rimasta nessuna italiana.”
Per il quarto posto valido per la qualificazione alla prossima Champions League tra Roma, Juventus e Como chi la spunterà dunque?
“Come dicevo prima, se la giocheranno a viso aperto e senza esclusione di colpi. La Roma ha dimostrato di meritare la Champions. La Juventus sta cercando di risalire e il calendario nelle prossime settimane potrebbe darle una mano. Il Como invece è una delle rivelazioni di questa stagione: ha un allenatore preparato e una squadra che gioca bene. È un peccato che non ci sia anche il quinto posto disponibile, perché Roma, Juventus e Como potrebbero tutte ambire alla massima competizione europea. Detto questo, bisogna ricordare che anche l’Europa League negli ultimi anni è diventata una competizione importante.”
