Napoli non basta: il divario del calcio tra Nord e Sud resta aperto
I due scudetti conquistati dal Napoli e il lungo ciclo di Aurelio De Laurentiis alla guida del club azzurro, con quindici partecipazioni alle coppe europee negli ultimi sedici anni, non bastano a risolvere né ad archiviare la questione meridionale nel calcio italiano. Sabato c’è il Lecce, l’altra squadra del Mezzogiorno presente in Serie A. Poi, sette giorni dopo, il Cagliari. Il Sud, nel massimo campionato, è tutto qui: un triangolo ristretto che rappresenta un record negativo in un torneo a venti squadre.

Non è un caso che da una parte ci sia ancora De Laurentiis e dall’altra Saverio Sticchi Damiani: due figure che rappresentano, seppur su scale diverse, un’imprenditoria italiana capace di reggere l’impatto dei grandi investitori internazionali. E non a caso, entrambi guidano club del Sud.
Tra storia e geografia, Napoli e Lecce in campo raccontano il percorso del calcio meridionale, che ha conquistato appena cinque scudetti da quando il campionato italiano prese avvio nel 1898: quattro con il Napoli e uno con il Cagliari di Gigi Riva.
In generale, del resto, vincere lo scudetto a sud di Bologna, secondo quanto riportato dailmattino, è un’impresa rara: nel tempo soltanto Roma, Lazio e Fiorentina sono riuscite a spezzare, almeno episodicamente, la storica egemonia dei club del Nord.
