Il centrocampista del Napoli, Kevin De Bruyne, sta pian piano rientrando a pieno regime, e sabato contro il Lecce, dopo i pochi minuti giocati contro il Torino, sarà di nuovo in campo, per mettere minuti nelle gambe. Il Corriere dello Sport scrive: “KDB è tornato in campo venerdì scorso contro il Torino, 134 giorni dopo la tremenda lesione al bicipite femorale della coscia destra e 127 giorni dopo l’intervento chirurgico: più o meno un quarto d’ora di gioco, recupero compreso, con un tiro e una riconquista da mediano sul carnet. Con uno scatto che ha strappato applausi e confermato la famosa impressione sulla silhouette sottolineata anche sugli immancabili social.
Certo, sia chiaro, è stato fuori più di quattro mesi e dovrà recuperare ritmo e condizione, ma i presupposti sono molto buoni. A tal punto da innescare grande curiosità in vista della prossima contro il Lecce: sabato al Maradona andrà in scena il De Bruyne bis, la replica, un altro passo verso la normalità che ovviamente non può essere slegata dai progressi che in settimana riuscirà a compiere accumulando allenamenti. Lavoro, forza, minuti: l’equazione è scontata. L’idea più plausibile, secondo logica, è che partirà ancora dalla panchina proprio com’è capitato con il Toro. Mentre dal punto di vista tecnico, dall’alto di una classe decisamente fuori dall’ordinario, Conte potrà pensare di schierarlo sia in mediana sia e soprattutto da trequartista nel 3-4-2-1. Alle spalle della punta, in tandem con un altro rifinitore: l’impatto offensivo non potrà che migliorare, KDB ha un patrimonio raro di soluzioni e idee che diventeranno oro per la squadra quando ritroverà anche il passo. Basterebbe quello smarrito con l’infortunio.
Numeri importanti, quelli dei primi due mesi della stagione: 760 minuti in 11 partite, di cui 10 da titolare e una cambiata in corsa contro il Genoa, partendo dalla panchina nell’ottica di un normalissimo turnover. Fu decisivo. E ancora: 4 gol in Serie A e 2 assist meravigliosi in Champions, nella notte della prima vittoria contro lo Sporting. Alla fine saranno soltanto due. La sua assenza s’è avvertita in Europa: non resta che replicare per ammirare di nuovo re e regina di coppe”.
