Senza Anguissa, il motore del Napoli ha perso di potenza. E Conte ha dovuto ridisegnare l’assetto tattico. Frank era l’unico giocatore della rosa a non avere un vero ricambio. Anche perché sul mercato un altro Anguissa è impossibile da trovare. Per leadership, per forza fisica, per capacità di inserimento e di letture di gioco, il camerunese è sempre stato un giocatore chiave in ogni Napoli in cui ha giocato. Ma con Conte il suo impatto è diventato fondamentale anche in fase offensiva: cinque reti nelle prime tre stagioni a Napoli, poi con l’arrivo di Antonio in panchina è arrivata la trasformazione. Dieci gol in quindici mesi, prima che la lesione al bicipite femorale della coscia sinistra e poi i problemi alla schiena lo costringessero al lungo stop. Adesso, Conte può rimettere mano anche all’assetto tattico: può ripensare a una mediana a tre, con un regista e due mezzali d’assalto. Ma può anche continuare a insistere sul 3-4-2-1 con cui è ripartito da novembre in avanti. Alzando magari il raggio d’azione di McTominay. O scambiando continuamente la posizione dei due, per non dare punti di riferimento.
