Secondo Il Mattino, le difficoltà difensive del Napoli sono legate soprattutto a assenze importanti e rotazioni forzate. Non avere a disposizione tutti i titolari del reparto arretrato ha costretto Antonio Conte a soluzioni alternative e improvvisate durante tutta la stagione.
Ad esempio, in alcune partite mancano giocatori fondamentali come Rrahmani, il difensore centrale con i migliori numeri, e Giovanni Di Lorenzo, il capitano veterano. L’assenza di queste due colonne ha obbligato Conte a cambiare assetti, far giocare giocatori in ruoli non loro e adattare moduli di partita in partita.
Anche il centrocampo ha subito pesanti defezioni. Senza Anguissa per quattro mesi e con assenze di McTominay e Lobotka, la protezione della difesa è risultata più debole. In alcune partite, è stato necessario schierare Elmas più arretrato, aumentando il carico di responsabilità sulle spalle dei portieri.
Nell’ultima sfida contro il Torino, proprio il giovane Casadei ha subito il gol decisivo nei minuti finali. Milinkovic-Savic, nonostante il suo ottimo lavoro, ha totalizzato solo 7 clean sheet in Serie A (11 in totale nella stagione), risultando fuori dalla Top 10 tra i portieri italiani. Questo è troppo poco per una squadra che punta a lottare per lo scudetto.
Un altro fattore che complica la difesa è legato agli uomini schierati: il cosiddetto “tridente al contrario” contro il Torino era composto da soli mancini – Juan Jesus, Buongiorno e Olivera – con Beukema unica alternativa. L’uruguaiano ha giocato in una zona di campo nuova per lui, mostrando adattamento ma anche qualche limite.
Conte conosce bene l’importanza della difesa: “Gli attacchi vendono i biglietti, le difese vincono le partite”. Per raggiungere gli obiettivi stagionali, il Napoli dovrà contare su maggiore impegno, continuità nelle rotazioni e anche un pizzico di fortuna. Solo così sarà possibile evitare episodi come il gol subito all’87’ contro il Torino, che rischiano di compromettere risultati importanti.
