Vittoria netta del Napoli: Alisson e Elmas protagonisti

0

Il Napoli parte forte, esattamente com’era accaduto a Verona: l’atteggiamento è giusto, le iniziative ripetute, e non è un caso che al 7’, al secondo tentativo in un minuto, arrivi il gol. Come riporta il Corriere dello Sport, Paleari si supera su Olivera a due passi, angolo e Alisson fa 1-0 dal limite. Portiere poco reattivo questa volta, ma soprattutto pessima interpretazione difensiva del Torino: il Napoli ricama senza alcuna pressione e per giunta Ebosse concede ad Alisson l’agio di danzare e scoccare un destro comodo.

La reazione granata è buona: concede il possesso al 64,4% nel primo tempo, vince molti duelli e riparte, ma la risposta si esaurisce esclusivamente nei tiri di Vlasic, prontamente parati. Buongiorno asfissia e cancella Zapata, inizialmente centravanti, con Niko il croato e il mobilissimo Simeone a supporto, ma poi D’Aversa corregge le mosse iniziali spostando il Cholito al centro. Cambia il duello: due compagni di scudetto e grandi ex a confronto. Non cambia la sostanza: il Napoli gestisce, dosa le pressioni, spegne le iniziative e continua a cercare il raddoppio, diretto da un Gilmour molto attivo. Il bis, però, non arriva.

Puntualissimo è invece l’intoppo: Vergara non rientra dagli spogliatoi. Conte rilancia Anguissa, fuori da 117 giorni e 24 partite dal 9 novembre. Elmas, impagabile jolly, si alza dietro la punta dopo altre scene da mediano adattato.

L’avvio della ripresa ricorda il primo tempo: squadre speculari, 3-4-2-1, con precisi riferimenti a specchio. D’Aversa lancia Adams e Pedersen, ridisegna le fasce e i duelli chiave diventano Hojlund-Ismajli, Alisson-Pedersen e Politano-Lazaro. La partita svolta: l’effetto dei correttivi sulle corsie è disastroso per il Torino e il Napoli raddoppia con Elmas, un ex che non nasconde la sua gioia. A ricamare sono Hojlund, Spinazzola e Politano; a pasticciare il centrale e gli esterni del Torino. Partita in discesa e tappeto rosso srotolato.

Non resta che applaudire il ritorno del re dopo 134 giorni e 28 partite a guardare: Kevin De Bruyne fa cantare il popolo, strappa l’ovazione quando recupera un pallone correndo come un mediano, ma non impressiona il Torino, che a tre minuti dal 90’ accorcia con Casadei e poi ci riprova con Adams. Pericolo e brividi finali. Ma solo quelli.

Factory della Comunicazione

Potrebbe piacerti anche
Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.