C’è un Napoli del primo tempo ed un Napoli del secondo. Addirittura se le partite si fossero concluse al 45′, gli azzurri sarebbero in piena lotta per il titolo, in pratica a -4 dall’Inter. Inoltre c’è da dire, come sottolinea Il Mattino, che oltre al calo evidente nelle riprese, nessuna big subisce quanto il Napoli nei secondi tempo. Scrive il quotidiano: “Anche il Verona aveva saputo far gol nel secondo tempo, il Genoa aveva ribaltato la situazione dopo il vantaggio iniziale, Malen e la Roma stavano per fare lo scherzetto al Maradona. E potremmo tornare ancora più indietro. Non è, ovviamente, una questione solo di difesa. Che non sta rispondendo male agli impulsi di Conte. Ma le assenze qualcosa tolgono. È inevitabile. Così come pare inevitabile che qualcosa debba cambiare. Per tenere la spina attaccata sempre più fino all’ultimo minuto. Anche quando il baricentro si alza e ti esponi ai contropiede altrui. C’è margine per lavorare sulle mancanze, c’è margine per migliorare i difetti di una stagione che ha aperto le porte sulle distanze. Il Napoli del primo tempo convince, quello della ripresa no. Esattamente come il primo e il secondo anno Conte. In campo, però, un terzo tempo non c’è. Ma c’è il recupero in cui farsi valere”
