L’ex azzurro Ciro Caruso parla dell’amico fraterno Sal da Vinci: “Colpito dalla sua generosità”

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Il Mattino ha intervistato Ciro Caruso, ex calciatore e amico di Sal Da Vinci, fresco vincitore del Festival di Sanremo 2026.

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Ex calciatore, oggi scout di giovani talenti, Ciro Caruso è uno amico vero per Sal Da Vinci, al punto tale che il cantante napoletano lo ha citato in una intervista alla Gazzetta dello Sport come esempio per la sua carriera da calciatore segnata dai tantissimi infortuni. E lei come ha reagito sabato sera davanti alla tv?
<<Ho preso una gomitata da mia figlia. L’avevo svegliata
gridando. Si era addormentata sul divano insieme alla sorella e si sono impaurite sentendo le mie urla di gioia. Poi ovviamente abbiamo festeggiato tutti insieme».
Come è nata la vostra amicizia?
«Sono sincero. Risale a talmente tanto tempo fa che nemmeno lo ricordo. È una persona speciale, arriva subito al cuore della gente. La nostra amicizia si è rafforzata perché apprezzato il suo modo di essere. Siamo amici praticamente fin da quando giocavo».
Un’amicizia davvero speciale…
<<E infatti sono stato molto orgoglioso della sua vittoria. Finalmente il mondo si sta accorgendo di questo fenomeno: perché con quella voce non puoi che definirlo fenomeno»>>.
Per lei cosa rappresenta questa vittoria?
<<Innanzitutto è un grande orgoglio. Ha fatto Un qualcosa di incredibile che arriva come premio dopo tutti i sacrifici di una vita».
Ci racconti del vostro rapporto…Quando vi siete sentiti dopo la vittoria?
<<Gli ho mandato un messaggio già sabato notte, poi domenica ci siamo riusciti anche a sentire telefonicamente con calma e ho potuto ribadirgli anche a voce la mia grande gioia. Ammetto, sabato sera mi è anche scappata una lacrima per l’emozione quando ho sentito il suo nome pronunciato da Laura Pausini. Perché in quel momento mi sono passati davanti agli occhi tutti i sacrifici che ha fatto e molti li abbiamo vissuti insieme. Il ragazzo di Napoli adesso è il ragazzo di tutti. È stata una emozione che mi ha ricordato la vittoria del Mondiale di Fabio Cannavaro e Marco Materazzi».

leri è stato citato da Sal Da Vinci all’interno di una intervista per la Gazzetta dello Sport.
«Sono sincero: non solo non lo sapevo, ma non me lo aspettavo minimamente. È stato un attestato di stima e di affetto davvero unico da parte sua. Ma lui è così: con le parole e con le attenzioni ti arriva al cuore. Mi ha fatto commuovere due volte. Quelle parole mi inorgogliscono ancora di più perché rendono il senso della nostra amicizia. Sal sa tutto quello che ho passato e tutto quello che avrei potuto fare. Mi rende felice il fatto che lo abbia detto lui, lui che sa cosa è il sacrificio. Sal è un esempio per i giovani: se tutti hanno un sogno lo devono inseguire proprio come ha fatto lui fin dal primo giorno».
La vostra è un’amicizia che abbraccia anche le famiglie. «Assolutamente. E infatti dico sempre che una moglie come Paola gli trasmette una serenità unica».
Si occupa di scouting di giovani calciatori, avrebbe voluto scoprire anche il cantante?
<<Mi sono innamorato subito del talento di Sal, ma lui è già fortunato ad avere un grande manager come Alessandro
Esposito, anche lui una persona straordinaria: i fenomeni stanno con i fenomeni>>”.

 

 

 

 

 

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