“Napoli e Torino hanno caratteristiche comuni e daranno vita ad una bella gara! Permanenza Conte? Sì!”
A “1 Football Club“, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Carlo Jacomuzzi, presidente dell’Aioc ed ex direttore sportivo del Napoli, atteso dalla sfida al Torino in programma domani sera al Maradona. Ecco alcune delle sue dichiarazioni.
Lei ha indossato la maglia del Torino e a Napoli ha lavorato da dirigente. Chi arriva meglio alla sfida tra le due alla sfida di domani sera al Maradona?
“È una partita molto interessante. Il Napoli negli ultimi anni ha vissuto fasi diverse, ha giocato un calcio molto tecnico con grandi campioni, ma oggi con Antonio Conte sta assumendo una mentalità più vicina a quella del Torino. Parlo di grinta, determinazione, cattiveria agonistica, orgoglio. Sono caratteristiche che storicamente appartengono al Torino e che oggi si vedono molto anche nel Napoli. Il Torino vive da sempre di passione e identità. Il Napoli oggi sta ritrovando quella stessa passionalità grazie al lavoro dell’allenatore. Conte è uno che trasmette voglia di vincere, concentrazione e mentalità. Per questo credo che sarà una partita molto bella, non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello caratteriale. Vedremo due squadre molto determinate.”
Secondo lei Antonio Conte resterà al Napoli anche nella prossima stagione?
“Conte speriamo rimanga al Napoli, con lui i calciatori crescono. Me lo auguro. Quando un ambiente è sereno e i risultati arrivano, è più facile continuare insieme. In più vedo che si sta creando un movimento importante anche a livello giovanile. Quando un ragazzo cresce nel settore giovanile e arriva in prima squadra diventa un esempio per tanti altri. È successo in passato con giocatori come Fabio Cannavaro e può succedere ancora. Se il club continua a valorizzare i giovani e a costruire un progetto solido, allenatori come Conte sono stimolati a restare. Conte è uno che, se vede un giocatore forte, lo fa giocare senza guardare la carta d’identità. Non gli interessa l’età o da dove viene: se merita, gioca. E questo è un segnale molto positivo per tutto il movimento.”
