Sal Da Vinci: “Napoli è passione di famiglia. Conte? Un guerriero che sta facendo miracoli”

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La passione per il calcio, a Napoli, spesso si intreccia con storie personali, ricordi di famiglia e momenti che restano impressi per tutta la vita. È da questo filo che parte il racconto di Sal Da Vinci, artista profondamente legato alla sua città e ai colori azzurri. Tra musica, palcoscenici e concerti, il legame con il pallone non si è mai spezzato: dagli allenamenti per restare in forma fino all’esperienza con la Nazionale Cantanti, senza dimenticare una famiglia in cui il calcio è sempre stato di casa.

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“Mi piaceva giocare sulla fascia quando avevo i polmoni più d’acciaio di oggi ma, per me, è meglio la musica — racconta Da Vinci, al termine di una domenica passata a concedersi a microfoni e telecamere -. Mi sono comunque sempre sottoposto all’allenamento cardio per poter affrontare i concerti. E ho fatto parte della Nazionale Cantanti per tanto tempo, rientrando dopo un periodo di pausa. Ne seguo sempre i progetti di beneficienza. Ma, comunque, da noi il calcio è di famiglia”.

 

Perché? “Mio fratello Francesco ha giocato in serie C mentre mio genero, Salvatore Santoro, ora è al Guidonia, prima era ad Arezzo ed è stato del Pisa. E così, anche se il mio rapporto con il Napoli è principalmente quello del tifoso romantico, perché sono molto, molto, molto appassionato, mi considero anche abbastanza attento agli aspetti tattici”.

Il Napoli di Antonio Conte come le sembra? “Antonio ha fatto benissimo il primo anno e sta facendo dei miracoli in questa stagione. Perché partire bene e poi vedersi decimata la squadra non è facile: sfido chiunque a mantenere il passo del campionato precedente. Conte, però, è un vero e proprio guerriero e anche un maestro per i suoi ragazzi”.

Riavvolgiamo il nastro: la prima partita vista al San Paolo? “Ricordo solo che ero un bambino, siamo andati allo stadio ma non saprei dire per quale incontro. Ricordo invece benissimo lo scudetto del Napoli di Maradona nel 1987. Mi sembra oggi se ripenso all’entusiasmo che ha attraversato la città per giorni. Ha avuto un sapore particolare anche il terzo scudetto, nel 2023, perché inaspettato, ma inaspettato nel vero senso della parola, costruito, giorno dopo giorno, fatica dopo fatica. Insomma, sfidando le ripide salite”.

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