E’ il sipario su un incubo, è la rinascita di Lukaku
La scena più significativa di Romelu Lukaku arriva dopo il fischio finale di Hellas Verona – Napoli: quando gli chiedono «come sono stati questi mesi?», il belga sente un sussulto. Si emoziona, trattiene le lacrime e trova la forza per raccontare un periodo che gli ha tolto il calcio ma non la voglia di tornare, come citato nel Corriere dello Sport. È un momento toccante, che riavvolge il nastro degli ultimi quattro mesi segnati da un dolore personale profondo, la perdita del padre, e da una lunga assenza dai campi.
Lukaku parla di tutto questo con sincerità: «La vita mi ha dato tutto, ma perdere mio padre fa male ogni giorno. Io vado avanti per i miei figli, per mio fratello e per il Napoli che mi ha dato tanto». E quel finale di gara diventa il punto di svolta. Quel gol allo scadere non è solo la giocata decisiva del match: è la chiusura di un cerchio iniziato il 14 agosto a Castel di Sangro, giorno dell’infortunio che lo ha fermato per troppo tempo.
Dopo le cure in Belgio, la terapia conservativa, il lento recupero e il ritorno tra i convocati, Lukaku è tornato a incidere. La rete di Verona arriva 281 giorni dopo l’ultima marcatura in campionato, quella contro il Cagliari del 23 maggio, giorno dello scudetto. Un intervallo lunghissimo, segnato da tutto ciò che lo ha attraversato dentro e fuori dal campo.
Entrato al 73’, si piazza vicino all’area, combatte, sbaglia qualche appoggio, ma resta lucido. All’ultimo secondo utile, il cross di Giovane dalla sinistra diventa l’occasione perfetta: sinistro al volo, palla in rete, esultanza liberatoria. È il gol più tardivo della stagione, il secondo oltre il 95’ della sua carriera in Italia dopo quello al Napoli con la maglia della Roma nel dicembre 2023.
La rete di Verona è un nuovo inizio. Cancella i mesi difficili, restituisce a Lukaku fiducia e centralità e regala al Napoli tre punti vitali. Come riportato dal Corriere dello Sport, il belga ora è tornato davvero e non ha nessuna intenzione di fermarsi.
