Lacrime e brividi – ” A C C U S S I’ “. Urlo al 96′ poi il pianto del campione
A Verona l’emozione è Big Rom

All’ultimo assalto Lukaku ritrova il gol e regala i 3 punti a un Napoli tra i meno brillanti

Hojlund la apre al 2’, poi tanto grigio. Il belga si commuove
C ‘era una volta. Hellas-Napoli, partita brutta, sporca e a un certo punto anche incattivita da qualche decisione dell’arbitro, diventa all’improvviso la favola di Romelu Lukaku: è suo, il gol di una vittoria disperata che il Napoli acciuffa al minuto 95 e 11 secondi con una sofferenza che, guardando la classifica, sembra esagerata per essere vera. È suo, il sinistro vibrato come una lama nel fuoco, con un’azione alla Lukaku in mezzo a un caos pazzesco. Con i fantasmi di una settimana di polemiche all’orizzonte per aver perso altri punti contro una squadra sempre più vicina alla retrocessione e già indenne al Maradona il 7 gennaio, e con il fiato della Roma e della Juve sul collo. Sono
sue, le lacrime di liberazione e gioia per un lieto fine nel quale, forse, a un certo ha creduto soltanto lui: dopo il grave infortunio del 14 agosto ci ha un messo un bel po’ a tornare in campo e a recuperare uno straccio di condizione con cui pulire partite come quella di ieri. Sporchissima, pericolosissima. Già, tutto vero, ma alla fine ce l’ha fatta: ha vinto lui e ha vinto il Napoli. Il primo con Big Rom e Hojlund in tandem per 23 minuti: una soluzione che potrebbe tornare molto utile a questa squadra, anche ieri strozzata nello sviluppo offensivo da un Verona impreciso e quasi mai pericoloso, eppure generoso e orgoglioso. Il Napoli ha rischiato oltre il consentito, ma alla fine è arrivato Romelu, 281 giorni dopo: non segnava dal 23 maggio 2025, dal sigillo sullo scudetto. Un ritardo perfetto: questa volta non vale un campionato, d’accordo, ma potrebbe valere una qualificazione in Champions.
Fonte: CdS
