Conte e Manna non hanno avuto dubbi a gennaio: cercavano un giocatore così, scattante ed esuberante. Quasi sfrontato, di personalità. E in poche settimane sono già tutti pazzi di lui. Il Napoli, si legge su La Gazzetta dello Sport, eserciterà il diritto di riscatto, perché 16,5 milioni sono nulla rispetto al potenziale dimostrato dal brasiliano. Un colpo importante, che ha ridato al Napoli imprevedibilità offensiva e al Maradona un nuovo idolo. Che deve lavorare e migliorare, con umiltà e senza voler per forza strafare per dimostrare. A Bergamo ha peccato di egoismo in un paio di occasioni, ma per il resto è stato quasi perfetto, in entrambe le fasi di gioco. E i numeri parlano chiarissimo: due tiri nello specchio e due fuori, 53 tocchi, 4 dribbling riusciti su 6, 20 passaggi positivi su 26, 5 contrasti vinti, 6 palloni recuperati e 13 duelli vinti su 16. Il tutto in 85 intensissimi minuti di gioco, passati a correre avanti e indietro, guidato da Conte in fase di non possesso e dall’istinto in quella offensiva. Verona sarà più di una prova del nove, sarà come un esame di maturità. Contro le piccole, il Napoli ha sempre fatto fatica a trovare una chiave per aprirsi degli spazi. Alisson può essere il passepartout per aprire le difese più chiuse.
Alisson al Napoli può sembrare già una scommessa vinta, ma in realtà per i dirigenti azzurri non era un azzardo, piuttosto un’opportunità. Manna si è mosso in tempo, prima che il suo valore potesse diventare fuori mercato. E gli ha fatto firmare un contratto lungo, fino al 2031. In Champions, Alisson aveva dimostrato il suo enorme potenziale da spaccapartite: tre reti, sempre subentrando dalla panchina. E sempre decisive. A Napoli, però, il brasiliano è arrivato anche per togliersi di dosso l’etichetta da “12° uomo”. A Bergamo si è dimostrato all’altezza, ma non basta. Serve dare sempre di più, per riportare il Napoli in Champions.
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