La vera nota dolente del calcio italiano resta quella degli stadi. Negli ultimi 18 anni in Europa ne sono stati costruiti 226, ma l’Italia ha inciso appena per l’1%. Un dato che pesa come un macigno in vista di Euro 2032, competizione che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia e che rappresenta una scommessa tanto affascinante quanto complessa.
Entro il 1° ottobre bisognerà individuare cinque stadi all’altezza dei parametri Uefa per condividere l’organizzazione del torneo. Secondo quanto dichiarato lo scorso novembre dal delegato Uefa Michele Uva, l’unico impianto attualmente in possesso di tutti i requisiti è lo Stadium della Juventus. E gli altri? Restano interrogativi, di diversa entità, tra criticità strutturali e ostacoli burocratici.
A Napoli esiste un finanziamento regionale per il restyling dello stadio Maradona e il Comune è intenzionato a presentare la candidatura. Tuttavia, l’appoggio del club è considerato requisito fondamentale dalla Figc su indicazione Uefa. E al momento il sostegno di Aurelio De Laurentiis non c’è: il presidente del Napoli sembra orientato a seguire un percorso autonomo rispetto al progetto di ristrutturazione dell’impianto.
La corsa contro il tempo è iniziata. E senza un’accelerazione concreta sul fronte infrastrutturale, il rischio è di arrivare all’appuntamento con più dubbi che certezze.
Fonte: Il Mattino
