Tre mesi dopo l’esordio: Palladino ritrova il Napoli

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Tre mesi esatti di Raffaele Palladino: dal 22 novembre, giorno del suo esordio con l’Atalanta, pensando a domani c’è una ricorrenza che chiama in causa lo stesso avversario di allora, il Napoli. Che è pure la squadra della sua città. Come a dire: il destino ne ha molta, di fantasia. Rende ulteriori segnali che aiutano meglio a capire l’impatto a Bergamo di un allenatore pionieristico. Cifra tonda e pure cifra tecnica legata a chi come Palladino, con un concentrato di energia e principi, si è imposto ovunque a suon di record.
Prendiamo anche quello di una difesa atalantina che ha concesso appena il minimo sindacale nel nuovo anno: il totale, scrive il CdS, fa 745 minuti con appena due gol presi, una striscia che applica numeri da capogiro se misurati con quanto circola in tutta Europa. L’ideale guarnizione a risultati folgoranti. La titolarità di Ahanor, un ragazzo che lunedì diventerà maggiorenne, è solo uno dei chiari messaggi di coraggio lanciati da Palladino negli ultimi mesi.
Domani contro il Napoli può esserci di nuovo spazio per il difensore. Intanto l’Atalanta del 2026, in casa, ha sempre vinto in campionato: un en-plein, quattro su quattro, che doverosamente allerta Conte. I bergamaschi da inizio gennaio hanno davanti solo l’Inter, per punti conquistati (20 da parte dell’Atalanta): il recupero di mercoledì a San Siro ha rimesso indietro il Milan in questo consuntivo ora a parità di partite (19). Scintille assicurate, quindi, domani pomeriggio.
Con Scamacca che rimetterà minuti nelle gambe anche in campionato, dopo le partite con Cremonese e Lazio in cui si è scelto di non rischiare: l’attaccante peraltro ha segnato il primo gol della gestione Palladino quella sera di tre mesi fa a Napoli.

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