L’uomo copertina, McTominay: il simbolo che unisce Napoli e Scozia
È strano vedere il Napoli di Antonio Conte senza Scott McTominay. Dalla gara contro il Genoa, il centrocampista scozzese è alle prese con un fastidio al tendine del gluteo che si è riacutizzato e va gestito giorno per giorno. Attanagliato da problemi fisici, anche alla caviglia, a Marassi Scott è andato in gol quando era già zoppicante, prima della sostituzione. Senza dubbio, scrive la Gazzetta dello Sport, il giocatore più rappresentativo della mentalità, oltre che del gioco di Conte.
McTominay è arrivato a Napoli insieme al tecnico, inserendosi in una scena di sliding doors, che sembrava imporre agli azzurri l’acquisto (già fatto con tanto di visite mediche) di Brescianini. Ma si sa, nel calcio, il destino, a volte offre epiloghi imprevisti. Scott, al suo primo anno a Napoli, si è reso protagonista della miglior stagione in carriera. Mvp dell’intera serie A 2024/2025, McTominay è diventato ben presto il simbolo del Napoli. Ha conquistato immediatamente la città, che ne ha fatto un oggetto di culto.
Dal murale “Built to battle” dell’artista Luciano Ranieri, a due passi da Capodichino, alla rovesciata di rara bellezza con la maglia della Scozia (che è valsa la qualificazione al prossimo Mondiale), diventata prima un quadro in un museo scozzese e che a breve sarà riprodotta sulla facciata di un palazzo a Somerville Drive, la via di Glasgow che conduce allo stadio Hampden Park, tempio della nazionale. L’opera è stata commissionata da Adidas e Scottish Football Association e si ispira allo scatto di Ross McDonald. È grazie a McTominay che la BBC ha raggiunto l’accordo con la Lega serie A per trasmettere otto gare in diretta in Scozia.
